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aborto Emmanuela Florino CasaPoundNapoli, 13 lug – Il rispetto per le donne è un vero e proprio mantra del pensiero unico dominante. È anche, va da sé, un atto di giustizia, qualora il rispetto sia sincero e scevro da pregiudizi. Il sospetto, invece, è che oggi se ne parli molto proprio per celare tutt’altri obiettivi ideologici da parte di chi, in realtà, delle donne se ne frega altamente. Il caso degli insulti contro Emmanuela Florino, esponente di CasaPound Napoli, è quanto mai eloquente. Contro la rappresentante campana di Cpi, in attesa del suo primogenito, sono state fatte delle scritte per mano antifascista sui muri della sezione di CasaPound in via Foria. Una delle più agghiaccianti recita: “Manu: aborto”, facendo diretto riferimento alla gravidanza della Florino. Un gesto che, diretto verso altre personalità politiche, avrebbe scatenato un putiferio e avrebbe visto gli avvocati difensori del femminismo in servizio permanente, a cominciare da Laura Boldrini, profondersi in accorati appelli alla vigilanza. Ma se si tratta di un avversario politico, augurare la morte di un bambino non ancora nato può essere un esercizio di civile dialettica politica. Non per tutti, per carità. Francesco Nicodemo, del Pd, pur ribadendo la sua distanza dalle idee di Cpi, ha parlato di “scritta abominevole”, esprimendo “solidarietà alla futura mamma e auguri per il bambino che nascerà”.



Non così la neoconsigliera comunale Eleonora De Majo, leader di un centro sociale di sinistra: “La portavoce di CasaPound chiede una mia dichiarazione sulle scritte (fatte da ignoti) apparse l’altra notte sotto la loro sede. Ebbene, io penso semplicemente una cosa: è singolare se non ridicolo che un’esponente così in vista di un’organizzazione come CasaPound presti così tanta attenzione a delle scritte e addirittura utilizzi questa cosa per guadagnarsi un po’ di visibilità in città. Per quanto mi riguarda le sedi fasciste, covi di odio e intolleranza, andrebbero chiuse”. Insomma, lo scandalo per la scritta è “ridicolo”, la Florino cerca “visibilità” e comunque le sedi di CasaPound “vanno chiuse”. Non si aggiunge “col fuoco, ma coi fascisti dentro, sennò è troppo poco”, come scandivano gli allegri cori degli anni ’70, ma il senso è quello.

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Ma davvero alzare un polverone per una scritta su un muro è cosa eccessiva? Le cronache recenti, in realtà, ci dicono che se la scritta è in odore di “razzismo” o “omofobia”, la notizia può anche guadagnare spazio consistente sui media. Tanto più che stavolta si tratta di vandalismo verso una sede politica altrui, con chiaro intento intimidatorio, quindi. Il fatto che parole giustificazioniste del gesto, se non proprio elogiative, arrivino da esponenti della maggioranza della terza città italiana è poi un ulteriore fatto su cui riflettere. La giunta De Magistris, infatti, è diretta espressione dei centri sociali napoletani, che dalla connivenza con il sindaco magistrato ricavano favori e prebende. I galantuomini che approfittano persino di una gravidanza per esprimere odio politico non sono, quindi, balordi relegati ai margini della società, ma parte integrante e tolleratissima di un sistema di potere. Ennesimo tema su cui si potrebbero sprecare fior di riflessioni. Ma che, al solito, cadrà nel vuoto, in attesa di qualche futuro atto di “intolleranza” meritevole di maggior clamore mediatico e di indignazione unanime, lacrimevole e, ovviamente, sincera.

Adriano Scianca

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4 Commenti

  1. Auguri alla futura mamma quanto alla “chiusura dei covi fascisti e stronzate varie” è più facile a dirsi che a farsi. Alla signora De Majo auguro tanti figli maschi e tutti aderenti e militanti di CPI.

  2. In realtà il femminismo ha sempre considerato l’aborto come una forma di libertà, quindi c’è una base di coerenza.
    A volerla proprio cercare.

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