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I nuovi eroi dell’antifascismo italiano: Berlusconi e Pascale

by Giorgio Nigra
2 comments

berlusconi pascaleRoma, 18 mar – Il triste declino politico e umano di Silvio Berlusconi non ci risparmia nessun abisso di indegnità. Peccato, perché l’uomo si era sempre distinto per simpatia. Ma la scelta di non vivere la vecchiaia su un’isola dei Caraibi si è rivelata devastante, per lui e per quel che resta del centrodestra italiano. L’ultima perla arriva da un antifascismo fuori tempo massimo e davvero improbabile. “I leghisti di Roma sono tutti ex fascisti”, ha detto l’ex premier, commentando la scelta di Salvini e Meloni di non sostenere Bertolaso nella corsa per il Campidoglio.

Non è la prima volta che Berlusconi scivola sull’antifascismo, pur avendo spesso strizzato l’occhio per calcoli elettorali a quella grande parte degli italiani che non vede affatto Mussolini di cattivo occhio. Balza peraltro agli occhi che Berlusconi non ponga mai obiezioni di contenuto, non denunci mai idee o programmi fascisti, ma faccia di questa parola un utilizzo antropologico. Quel che i “fascisti” o presunti tali fanno o dicono (finché non gli mettono i bastoni fra le ruote) non costituisce problema, per lui. Il punto è quel che i “fascisti” sono. Prova ne sia il fatto che, nel corso della lunga lite con Gianfranco Fini, in un momento in cui quest’ultimo maggiormente sembrava aver indispettito tutto il suo ambiente di provenienza, Berlusconi più volte lo appellerà spregiativamente come fascista. “Senza di me starebbe ancora dove stavano tutti loro sino al 1994”, disse una volta, con riferimento alle “fogne” del truculento slogan anni ’70. E in un’altra occasione, quando Fli faceva ostruzionismo a qualche suo decreto, affermò: “Non me l’approvano i fascisti, Fini non ci sta”. Malgrado giravolte e “tradimenti”, Fini è sempre restato, per Berlusconi, un “fascista”.

Ma poiché al peggio non c’è mai fine, ecco che arrivano le parole di Francesca Pascale, passata disinvoltamente dalla Calippo Dance alle analisi politologiche, che così accusa Giorgia Meloni in un suo post su Instagram: “Quindi siamo certi che se la Meloni diventasse sindaco di Roma saranno multati i gay, i neri, gli immigrati. Per i cattivi sarà pronto all’uso un cucchiaio Made in China di olio di ricino. I bambini vestiranno obbligatoriamente di nero e con i pantaloni corti. Le donne ritorneranno a non avere più il diritto al voto… Ah no, lei è una raffinata fascista moderna. Le donne possono votare, possono avere figli fuori dal matrimonio e presentarsi al family day puntando il dito contro il prossimo. Chi se ne frega se il buon Dio si dice di amarli come noi stessi”. Si noti che qui, invece, le questioni di contenuto vengono sollevate, eccome. La cosa non è meramente folclorica, dato che la Pascale sembra avere un’influenza non solo sentimentale ma anche politica su Berlusconi, che seguendo i suoi consigli si è ritrovato a passare dal machismo da commediaccia anni ’60 a improbabili posizioni gay-friendly. E forse il fatto che sia necessario citare Francesca Pascale in un articolo di cronaca politica è forse l’aspetto più avvilente della vicenda.

Giorgio Nigra

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2 comments

Anonimo 19 Marzo 2016 - 12:49

Oramai Berlusconi è etero-diretto dalla Pascale e da altri suoi sodali. Tra poco nonsentiremo ppiù parlare di lui, spero si ritirerà ad Arcore per sempre.

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Paolo 21 Marzo 2016 - 12:48

Più che azzeccata, l’ espressione “eroto-diretto” dalla pascale.

Mi associo al suo commento, spero anche io che si decida una buona volta ad uscire dalla scena politica. Ormai è completamente screditato, non ha più nulla da dire, e contribuisce soltanto ad incrementare la confusione all’ interno della Destra.

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