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Autostrade, scintille Conte – Di Maio: “Nessuna revoca” dice il premier

by Ilaria Paoletti
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Giuseppe Conte Lugi di Maio su Autostrade

Roma, 24 dic – La revoca de facto delle concessioni ad Autostrade ovvero ad Atlantia della famiglia Benetton, una volta approvata la nuova norma sulle concessioni nel Milleproroghe, è fonte di nuovi dissidi tra presidente del Consiglio Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. Il premier sostiene di non chiedere “la revoca della concessione” mentre il leader del M5s dice: “Non c’è alternativa. Bisogna revocarla”.

La richiesta di risarcimento di Autostrade

Autostrade per l’Italia ha già inviato al governo una lettera in cui chiede 23 miliardi di euro di risarcimento dopo la notizia della norma sulle concessioni. Ma Paola De Micheli, ministro delle Infrastrutture, in un’intervista al Corriere ha già liquidato la questione dicendo che “a gennaio saremo in grado di prendere una decisione. Il ministro  dell’Economia Roberto Gualtieri (Pd) spiega che il govenro ha “ereditato dal passato un regime delle concessioni squilibrato, imposto per legge dodici anni fa in deroga ad ogni procedura amministrativa, e che assicura ad alcuni concessionari condizioni di assoluto privilegio senza fornire sufficienti garanzie su investimenti e manutenzione. E’ evidente che questo non è più sostenibile”.

Di Maio: “Il governo è compatto”

Di Maio conferma questa visione: “Su questo il governo è compatto e se qualcuno la pensa diversamente aspetto di ascoltare le loro motivazioni, sono curioso”. Italia Viva di Renzi, come sappiamo, non è affatto concorde con questa decisione. Ma la Corte dei Conti, con una relazione di 200 pagine, ha già bocciato il sistema delle concessioni e invita le forze al governo a “trovare un equilibrio tra profitto e interesse pubblico”. Stando a tale relazione, il profitto sin ora avrebbe goduto del primato. Secondo la Corte dei Conti, vi sarebbero stati “investimenti sottodimensionati ed extraprofitti” . Il settore soffrirebbe di “mancata apertura al mercato” e produce “inefficienze” come “l’irrazionalità degli ambiti delle tratte, dei modelli tariffari, di molte clausole contrattuali particolarmente vantaggiose per i privati”.

Ilaria Paoletti

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