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Roma, 26 set – Nicola Zingaretti, dopo le elezioni regionali, ha rilanciato sul ricorso al Mes, sull’abrogazione dei decreti sicurezza di Salvini e sull’adozione dello ius soli. La tentazione era troppo forte per il segretario dem e, data la condizione sciagurata cui versa il Movimento 5 stelle, dal Nazareno ha messo nero su bianco la nuova tabella di marcia del governo. L’esecutivo traballa poiché uno dei due soci, i grillini, si trova in stato comatoso, dunque è possibile che tutto accada nelle prossime settimane, compreso uno strappo da parte del Di Battista tornato il gruppettaro di una volta. Dunque niente rimpasto, i ministri rimangono dove sono per evitare scosse di terremoto che potrebbero rovinare il sogno della sinistra: partorire una legge elettorale proporzionale ed eleggere il nuovo presidente della Repubblica, il tutto senza aver ricevuto alcun incarico dagli italiani. L’unica via perseguibile è quella, appunto, delle nuove priorità da inserire nell’agenda governativa.

Capitolare davanti a Bruxelles

È buffo che il minimo comune denominatore delle loro ideuzze sia la progressiva messa in stato d’accusa della sovranità italiana, da un lato attraverso l’adozione del Mes che, per definizione, commissaria lo Stato che lo adotta, dall’altro attraverso l’adozione di una politica migratoria dissennata che consente a chicchessia di presentarsi clandestinamente in Italia ottenendone poi facilmente la cittadinanza.

È il solito tic della sinistra prevaricatrice della volontà dell’elettorato se quest’ultimo non si esprime come essa desidera. Tutto passa in secondo piano, basta che lor signori ottengano il vetusto risultato di indebolire la forza dello Stato minandone la sovranità. Il Mes, difatti, è mutato solo per quanto riguarda il tasso di interesse vicino a zero che l’Italia si troverebbe a pagare in futuro, poiché le sue caratteristiche principali e fondamentali sono rimaste immutate. E una volta accettata quella cifra, lo Stato si troverebbe a dover giustificare a Bruxelles ogni singolo euro pubblico speso, ben più di quanto già non si debba fare. Ieri il Tesoro ha collocato la bellezza di 6,5 miliardi di euro di Bot con scadenza a sei mesi e con rendimento negativo di -0,392%. Per quale motivo è necessario accedere oggi (a fine settembre) al Mes se i tassi che già paghiamo sul nostro debito sono negativi? Per quale motivo quella cifra, i famigerati 36 miliardi, possono essere erogati solo in tal forma e non tramite l’acquisto da parte della Bce del debito necessario per far fronte alle spese sanitarie? La Banca centrale europea ha già sforato i limiti qualitativi e quantitativi imposti dal suo regolamento, dunque nulla osterebbe a tale operazione.

Zingaretti vuole abolire i confini

L’aspetto più diretto e grottesco, però, riguarda l’abolizione dei decreti sicurezza e l’introduzione dello ius soli. Dato che la maggioranza degli italiani è contraria a una politica migratoria così stolta, il Pd scavalca il problema affidandosi alle logiche di palazzo, infischiandosene del fatto che per introdurre modifiche così sostanziose della vita della nazione è necessaria certamente l’investitura popolare. Inoltre, questo è un piano suicida poiché, di fatto, risulta anche improprio definirlo come politica migratoria. Accettare che chiunque varchi come voglia i confini nazionali per poi ottenere una cittadinanza facile consiste nell’eliminazione del buon senso che sta dietro la regolamentazione che ogni Stato civile impone a chi intenda, da straniero, insediarsi al suo interno.

Se cessano d’esistere i confini nazionali, cessa d’esistere il potere che lo Stato ha di imporre la sua legge entro quegli stessi confini. Sparisce lo Stato direttamente, insomma. Il solito tic della sinistra.

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