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Roma, 4 set – E’ notte fonda per il Partito Democratico. Sotto l’insegna del Segretario Enrico Letta sembra arrivato il momento di maggiore difficoltà storica per il Nazareno, incapace di tracciare una linea politica priva di ideologismo futile. Appare chiaro che fazioni e divergenze interne abbiano ormai lacerato totalmente l’apparato organizzativo.



Tuttavia, il partito non ha perso il vizio di moralizzare e criticare gli avversari. Arrivando persino a sbandierare lo spettro di “rischio dittatoriale” non appena qualcuno si differenzi dalle sue proposte. In ordine cronologico recente è la Lega ad essere assediata dalle accuse piddine, principalmente in materia di immigrazione e diritti civili. Schierarsi apertamente contro la legge Zan che, così scritta, risulta censoria e pericolosa già basta per doversi sorbire i toni giudicanti e drammatici di Letta e Company.

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De Luca all’atto (dall’interno) del Partito Democratico

Il Partito Democratico si dimostrerebbe saggio evitando i processi alle intenzioni altrui, dato che le voci interne differenti dalla linea della segreteria risuonano ben chiare. Ad esempio, è fondamentale menzionare quel che è avvenuto sul palco della Festa dell’Unità a Salerno. Attore principale dell’accaduto è stato, ancora una volta, il governatore della Campania Vincenzo De Luca. Dopo aver dichiarato che lui il Ddl Zan, per come è scritto adesso, non lo voterebbe mai, si è anche lanciato in ironie e sarcasmi sulle iniziative liberal del partito. In particolare, menzionando la “Giornata nazionale contro l’omotransfobia” da portare nelle scuole si è lasciato andare ad un “ma andate al diavolo”.

Come non bastassero le stoccate precedenti, ha aggiunto che “Il Partito Democratico così come strutturato non può governare”. Una sequenza di esternazioni che sembrano essere profferite da un esponente dell’opposizione. Non certo da chi ha da anni un incarico – e pure di rilievo – interno al partito. Anche in ragione di ciò, appaiono ridicoli i toni utilizzati contro gli avversari, da Renzi a Salvini e Meloni, da parte delle Segreterie del Nazareno. Sarebbe maggiormente opportuno provare a risolvere le consistenti problematiche interne, prima di osservare e giudicare le proposte e visioni altrui.

Tommaso Alessandro De Filippo

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1 commento

  1. De Luca lo vedrei molto bene in Corea del Nord.. sarebbe perfetto.
    Se lasciasse il suolo italiano sarebbe una festa. Lo vedo “personalmente” come un pagliaccio e dittatore.. critica tutto e tutti, ma come si può prendere seriamente uno che dice: “feste di laurea? vi manderemo i carabinieri col lanciafiamme”?. Qualcuno si immagina cosa succederebbe se avesse più potere?
    Ma veramente.. SOLO in Italia può fare politica una persona del genere.
    Qui il problema va oltre il PD.. che si conosce bene.. con le sue contraddizioni.. o altri partiti.. C’è gente sul suolo italiano che fa politica usando certe affermazioni, come quelle di Deluca, e viene pure votata! Io per primo, mi preoccuperei di questo! Anche perchè l’Italia sta finendo in un abisso sempre più profondo.
    P.s: è il mio parere.

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