Blitz di CasaPound al Senato contro ddl Zan: “Manganellati dalla polizia senza motivo” (Video Esclusivi)

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Roma, 13 lug – Manganellate della polizia contro i militanti di CasaPound che manifestano davanti al Senato contro il ddl Zan. “Ci stanno tenendo qui, non ci fanno andare via, siamo qui per protestare in modo assolutamente pacifico e abbiamo i video che lo dimostrano”. Così Luca Marsella, consigliere municipale di Cpi, spiega quanto accaduto poco fa davanti a Palazzo Madama.



Blitz di CasaPound al Senato: “Eravamo qui in modo pacifico, manganellati senza motivo”

Stavamo andando via, stavamo andando via e ci hanno manganellato senza alcun motivo”, grida al megafono Marsella. Ed è pure quello che abbiamo potuto vedere noi del Primato, ovvero gli agenti che hanno caricato le persone che stavano protestando contro il disegno di legge in discussione oggi in Aula e su cui è in atto una battaglia all’ultimo voto.

“Dopo cinque minuti di manifestazione le forze dell’ordine ci hanno caricato. Eravamo qui in modo pacifico, con dei bavagli rossi simbolo di una legge liberticida. Ma la polizia ci ha subito manganellato, mettendo le mani addosso a donne e ragazzi minorenni”, dice Luca Marsella al Primato. “Se pensano però di fermarci in questo modo, non ci fermeranno. Saremo qui sempre contro una legge che non deve passare”.

Marsella (Cpi): “Ddl Zan legge liberticida, siamo e resteremo in piazza”

“Non esistono mezzi termini, il Ddl Zan è una legge liberticida: l’obiettivo non è tutelare da discriminazioni ma zittire ogni voce contraria alla vulgata del politicamente corretto, come dimostra la reazione delle forze dell’ordine che oggi hanno fermato una protesta legittima e pacifica a suon di manganelli”, afferma Luca Marsella, consigliere municipale di CasaPound a Roma, che ha guidato oggi la protesta.

“Abbiamo a che fare con gente che si rifà a personaggi come Mario Mieli, teorico omosessuale che era arrivato a sdoganare persino la pedofilia e con persone che vorrebbero far iniziare percorsi di transizione anche a bambini in età scolare e prescolare. Dire che queste derive sono pericolose non è discriminazione: è la realtà. Zan e seguaci non rappresentano il Paese, non rappresentano, se proprio vogliamo dirlo, neanche la comunità lgbtq. Non ci serve una legge che scambia l’opinione per discriminazione e arriva a minare qualsiasi fondamento del diritto. Noi siamo e resteremo in piazza contro una proposta di legge che non ha senso di essere in un Paese come il nostro, dove diritti e doveri sono già assicurati a qualsiasi cittadino – dice ancora Marsella – a prescindere dal suo orientamento sessuale”.

Cristina Gauri

 



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3 Commenti

  1. Occhio perché molti viventi sono nelle tristi condizioni di dover obbedire solo a chi gli fornisce lo stipendio…

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