CasaPound Spezia elezioni voto Cesare Bruzzi Alieti La Spezia, 9 giu – Poco più di un anno fa, grazie al suo intervento, era riuscito a far restituire l’alloggio popolare ad un invalido italiano, a cui una famiglia di immigrati marocchini aveva abusivamente occupato la casa. Dopo aver dimostrato di essere un ottimo avvocato, Cesare Bruzzi Alieti ora vuole convincere i cittadini di La Spezia delle sue qualità come sindaco. Candidato con CasaPound, vuole riscattare una città “in stato di abbandono, che perde mille abitanti l’anno, dove le urgenze dell’amministrazione di sinistra sembrano solo le spartizioni delle assunzioni nelle coop rosse e l’arrivo di nuovi immigrati”. Tifosissimo dello Spezia e da sempre legato alla sua città, insieme ad una lista composta da giovani aspiranti consiglieri, punta ad essere la rivelazione delle elezioni della città ligure.

A La Spezia CasaPound è una novità assoluta. Perché i cittadini dovrebbero votare Bruzzi Alieti sindaco?


Perché gli altri partiti hanno abbandonato i cittadini. La sinistra che governa da quarant’anni ha fatto solo danni, grossi danni. L’opposizione del centrodestra è stata inesistente, avessero mai fatto una sola manifestazione per denunciare i disastri del centrosinistra, che pensa solo a piazzare i propri amici all’interno delle Coop rosse e il resto lo affossa. Abbiamo l’economia al livello di una città del sud, perdiamo mille abitanti l’anno, i giovani sono costretti ad andarsene, siamo una delle città più vecchie d’Italia. Il centrosinistra ci ha lasciato in un mare di debiti, basti pensare al caso di Acam, una partecipata del Comune che funzionava e che è stata divisa in dodici diverse società con il solo obiettivo di creare nuovi Cda per infilarci i trombati e le mogli. Il risultato è stato un buco di 500 milioni di Euro, che anni fa aveva superato addirittura quello dell’Alitalia. 

Quali sono allora le soluzioni e le priorità di CasaPound per La Spezia?

Mettere al primo posto gli italiani, perché finora qui hanno privilegiato gli stranieri. Hanno consegnato un quartiere intero, il quartiere umbertino, a sudamericani e domenicani. Sono 2500 e sono tutti lì, si ubriacano, si accoltellano, spacciano. E’ una zona pericolosa e quindi la sicurezza è senza dubbio una delle priorità, così come lo è il lavoro. Dobbiamo incrementare il turismo sfruttando il richiamo delle Cinque Terre, La Spezia deve diventare la base di arrivo e di soggiorno dei turisti che poi si spostano uqi nei paesini a pochi chilometri. Incrementare le crociere e ripristinare il rapporto con la Marina Militare, cercare di far portare qui navi di un certo spessore, far rinascere l’arsenale. Per non parlare della questione ambientale, dove bisogna procedere con un’urgente bonifica della discarica Pittelli ma in generale combattere duramente l’inquinamento di quello che è stato definito “il golfo dei veleni”. In poche parole difendere gli italiani, gli spezzini, su tutti i fronti, come facciamo con le raccolte alimentari, l’assistenza legale o le nostre battaglie politiche quotidiane. 

Che campagna elettorale è stata e che cosa pensi delle scelte che hanno fatto partiti che l’elettorato potrebbe considerare vicini a voi, come la Lega Nord ad esempio?

Per quanto riguarda CasaPound posso solo dire che abbiamo riscontrato tanto consenso, anche inaspettato, nelle periferie abbandonate e non solo. La gente ha imparato a conoscerci, hanno capito che noi ci siamo ora in campagna elettorale ma ci saremo anche da lunedì, a differenza degli altri che spariscono il giorno dopo il voto. Hanno capito che il nostro unico obiettivo è lavorare per la città e la nazione. Sulla Lega posso solo sottolineare l’incoerenza di Salvini, che sono tre anni che attacca Alfano su tutti i fronti e poi qui si candida insieme a lui. Il simbolo di Alternativa Popolare vicino a quello della Lega, Salvini in piazza a La Spezia come Alfano a sostegno dello stesso candidato. Ma come si fa? Per non parlare anche di Forza Italia e Fratelli d’Italia, che non hanno avuto nemmeno il coraggio di mettere il proprio simbolo e si sono nascosti dentro un grande cerchio arancione con scritto “Toti”. 

Esiste un problema immigrazione a La Spezia? 

E’ sotto gli occhi di tutti e non solo per le zone ormai sottratte alla sovranità dei cittadini italiani come il quartiere umbertino. Noi abbiamo manifestato contro il centro di accoglienza della Caritas, che solo nel 2016 ha speso 4,6 milioni di euro per ospitare questi finti profughi. Io li avrei dati senza ombra di dubbio a tutte quelle famiglie italiane che avevano bisogno. Che poi fossero profughi siriani, famiglie con bambini, qui ci sono solo ragazzi belli grossi tra i 16 e i 30 anni che non scappano da nessuna guerra e che passano il tempo al telefonino, a molestare le ragazze, che girano con scarpe di marca e che spesso sono coinvolti in attività illecite. Per il momento ci sono almeno mille finti profughi a La Spezia città,  ma dopo le elezioni ne arriveranno altri 1500, è chiaro che stanno aspettando il dopo voto. Noi chiediamo invece la chiusura immediata di ogni centro di accoglienza e di destinare i soldi agli italiani in difficoltà. Qui sull’immigrazione c’è chi ci mangia, basti pensare che sulla pubblicità dell’8x 1000 alla chiesa cattolica compare il parroco di La Spezia che invece per la gestione degli immigrati prende i soldi dalla Prefettura. 

a cura di Davide Romano

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