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Roma, 16 giu – Chi sarà lo sfidante di De Luca alle regionali in Campania? Il centrodestra non ha ancora sciolto le riserve e la lunga riflessione sull’uomo da contrapporre all’attuale presidente del Pd rischia di protrarsi ancora per giorni, forse settimane. Uno stallo fino a qualche mese fa del tutto imprevedibile, perché anche considerata la logica di “ripartizione” fra le tre principali forze della coalizione, il nome che sembrava scontato era quello del predecessore di De Luca alla guida della regione: il forzista Stefano Caldoro. Candidatura, quest’ultima, piuttosto indebolita ultimamente e messa in discussione da più parti. L’alternativa gradita a Forza Italia sembra essere Antonio Martusciello, commissario Agcom, primo coordinatore campano del partito di Berlusconi nonché ex viceministro dei Beni Culturali. Sfida a due tutta interna a Fi dunque?

Alessandro Sansoni: il volto nuovo per battere De Luca

Neanche per sogno, perché soprattutto la Lega vorrebbe dettare una svolta cambiando completamente le carte in tavole. Per questo avanza tutta un’altra ipotesi, che nelle ultime ore sembra prendere piede in modo particolare. Il nome nuovo, che potrebbe mettere d’accordo tutti, è quello di Alessandro Sansoni. Un “civico” quindi, per una battaglia meno seduta e in grado di sorprendere De Luca. Sansoni è un giornalista napoletano, 43enne penna raffinata, direttore del mensile CulturaIdentità e volto televisivo. Non è insomma un politico di lungo corso come Caldoro e Martusciello, ma anche per il suo ruolo nell’esecutivo dell’Ordine dei giornalisti è viceversa un profilo adatto a fornire un respiro nazionale alla competizione elettorale.

Non presenta dunque controindicazioni e considerando che in Campania la Lega non ha una classe dirigente in grado di esprimere alternative ai candidati messi sul piatto da Forza Italia, è presumibile che convergere su Sansoni sarebbe buona cosa per tutti. Pena il protrarsi di un braccio di ferro logorante, per arrivare alla fine a un candidatura debole e poco apprezzata anche da FdI. Sbrogliare ora la matassa puntando sul civico di spessore, senza impantanarsi in trattative alla lunga indigeste agli elettori, darebbe a destra uno slancio finora chimerico. Ma resta poco tempo, perché l’election day si avvicina. Nonostante il governo sia ancora alle prese con la data da fissare sembra ormai scontato che a fine settembre si voterà. Il centrodestra deve allora decidere al più presto, rompendo finalmente gli indugi: giocarsi un mero candidato di bandiera già sgonfiato o lanciare il volto nuovo che fornisca nuova linfa vitale.

Alessandro Della Guglia

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