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Roma, 9 feb – Il voto sulla piattaforma Rousseau è una curiosa forma di democrazia diretta in salsa virtuale partorita dal M5S. Lo strumento per eccellenza che dovrebbe rispecchiare lo spirito dei grillini della prima ora, quelli tutto vaffa e anticasta. Eppure, invece di unire base e parlamentari, sta generando una frattura nella frattura. Il rischio di una scissione è ancor più dietro l’angolo di prima e il tutto appare grottesco se consideriamo che i quesiti sul governo in fieri ancora non ci sono. Già, il Blog delle Stelle ha annunciato ieri pomeriggio alle 16 circa che gli iscritti saranno chiamati a esprimersi a “da domani alle ore 13 di mercoledì 10 febbraio 2021 alle ore 13 di giovedì 11 febbraio 2021” su “un eventuale supporto a un Governo presieduto da Mario Draghi”. Dunque il tema è chiaro, il succo delle domande a cui dovranno rispondere gli iscritti anche, ma quali saranno esattamente queste domande non si sa. “Si comunica a tutti gli iscritti che i quesiti specifici da sottoporre in votazione, saranno pubblicati nelle prossime ore”, si legge da ieri sul sito pentastellato.

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M5S, la base è inferocita sui quesiti

Le ore passano, votare dovranno votare a partire da domani, ma gli iscritti non sanno a cosa dovranno rispondere nello specifico. Si parla poi di “quesiti”, quindi verosimilmente non si tratterà di una domanda secca sul governo Draghi. Altrimenti, concedeteci la battuta, tutto potrebbe essere rigirato come nel meme che impazza sui social. “Alla domanda: ‘Draghi, che cosa ne pensate?’, il 70% ha risposto: Sì, esistono”. Una chiara frecciata sia alla piattaforma Rousseau che all’ingenuità di alcuni elettori grillini. Eppure questi ultimi, a leggere i commenti sul Blog delle stelle, più che ingenui sembrano inferociti. “Quesito: ‘vuoi entrare in una maggioranza insieme al cazzaro verde, a Renzi d’Arabia e al delinquente abituale, gestita dal ex governatore della BCE, uomo della Goldman Sachs, governatore di Bankitalia, corresponsabile del massacro in Grecia, della lettera della BCE all’Italia, dei derivati italiani e dell’acquisizione da parte di MPS di Banca Antonveneta? Not in my name!”, scrive ad esempio un elettore.

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“Spero in una presa di posizione netta della Base… la stessa che ha sempre chiesto Onestà… e che si è sempre schierata contro il malaffare e l’establishment. #ContrarioGovernoDelDrago”, scrive un altro. E ancora: “Possibile che nessuno capisca che appoggiando Draghi il Movimento diventa come tutti gli altri partiti e si annienta completamente??? l’unica sarebbe votare NO per aumentare credibilità e contento e invece no volete raggiungere Renzi al 2%??? veramente non capisco il senso”. E’ chiaro insomma che a molti elettori grillini il nome di Draghi fa accapponare la pelle. Non sono poi coloro che fanno notare, comprensibilmente, che un appoggio a un governo guidato dall’ex presidente della Bce potrebbe far perdere ancora più consensi al M5S. Viceversa non mancano neppure gli elettori più ortodossi, quelli che vedono pure in Vito Crimi una stella polare.

Il ragionamento che muove i favorevoli al sostegno al nuovo esecutivo è semplicemente questo: “Non possiamo lasciare tutto in mano agli altri parti, votiamo Sì per continuare a contare”. Ma l’unico dato che si evince è che a nessun elettore grillino piace davvero Mario Draghi, neppure a chi ritiene opportuno sostenerne il governo.

Alessandro Della Guglia

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4 Commenti

  1. […] Dopo di loro (qui il calendario) toccherà a LeU (che spera di salvare Speranza alla Salute), Italia Viva (con Renzi che scalpita per avere le poltrone-premio per aver fatto cadere Conte), Fratelli d’Italia (che ha già detto di non voler sostenere Draghi), Pd (che dovrà dire addio a Gualtieri ministro dell’Economia), Forza Italia (talmente entusiasta che non ha richieste), Lega (con Salvini in versione europeista). Chiudono i M5S, nel caos più totale, spaccati tra i poltronisti pro-Draghi e i “duri e puri” contrari, che sperano di salvare la faccia (mentre gli iscritti si apprestano a votare su Rousseau). […]

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