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Ai tecnici i ministeri-chiave, nessun leader politico al governo. Ecco il totonomi della squadra di Draghi

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 9 feb – Oggi Mario Draghi chiude il secondo giro di consultazioni ma intanto impazza il totonomi sulla squadra di governo, che probabilmente sarà tecnico-politico con però i non politici nei ruoli chiave. Tra i vari elenchi di papabili che girano spiccano alcuni nomi di tecnici che dovrebbero essere quasi sicuri. Mentre è ancora puro azzardo ipotizzare chi saranno i politici nell’esecutivo Draghi. Due elementi però restringerebbero il cerchio: niente leader e niente personalità divisive. Questo significa che se Di Maio prende una poltrona allora una va di diritto pure a Salvini. E soprattutto significa che dopo il passo indietro di Conte, è davvero difficile che Renzi, colui che ha mandato a casa l’ex avvocato del popolo, avrà un incarico di governo.

I ministeri-chiave economici ai tecnici, così come Esteri, Interno, Difesa e Giustizia

Vediamo a tutt’oggi quali sono i nomi più accreditati tra quelli che potrebbero avere incarichi di governo. Partendo dal presupposto che i tre ministeri economici – ossia quelli chiave per la gestione dei miliardi Ue del Recovery fund – andranno a dei tecnici (Draghi terrà l’interim all’Economia?), ci sono altre caselle importanti che a quanto pare non andranno a rappresentanti dei partiti. Si tratta di Esteri (con buona pace di Di Maio), Interno (dove potrebbe restare la Lamorgese), Difesa (con buona pace di Guerini) e Giustizia (byebye Bonafede). Tolti questi (a cui abbiamo detto si aggiungono i tre economici – Mef, Mise e Trasporti e Infrastrutture) ai partiti probabilmente resteranno gli altri, dall’Ambiente alla Sanità, dall’Istruzione alle Pari opportunità.

Ecco chi sono i politici in lizza per un incarico di governo

Anche qui però, fermo restando che alla fine decide Draghi (con Mattarella) ai grandi partiti – Lega, Pd, M5S – non dovrebbero andare più di due poltrone da ministro. Vediamo a tal proposito quali sono i nomi più gettonati. Nel Pd i nomi forti sono Dario Franceschini, Andrea Orlando e Lorenzo Guerini (che potrebbe andare ai Servizi). Nel M5S, dopo che Conte si è fatto da parte, c’è Di Maio e qualche altro ministro uscente. Tuttavia per evitare veti incrociati e soprattutto di dover accontentare tutti, alla fine potrebbe prevalere la soluzione di tecnici d’area. Un governo tecnico quindi con alcune caselle in mano a personaggi che fanno riferimento a determinati partiti.

Torchia o Franco sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Belloni agli Esteri, Giovannini al Lavoro

Nel dettaglio, i nomi più sicuri – l’abbiamo detto – sono quelli dei tecnici. Per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio circolano i nomi della giurista Luisa Torchia o Daniele Franco, direttore generale di Bankitalia (in lizza anche per il Mef). Il Viminale potrebbe restare a Luciana Lamorgese oppure andare a Lamberto Giannini, esperto di terrorismo. Al vertice del ministero degli Esteri potrebbe salire Elisabetta Belloni, attuale segretario generale della Farnesina. Per il ministero dell’Economia (se non dovesse tenerselo il premier Draghi) circolano i nomi del vicepresidente della Bei Dario Scannapieco o anche mister spending review Carlo Cottarelli. Al Lavoro appare abbastanza certo il nome di Enrico Giovannini, che ha già ricoperto questo incarico nel governo Letta.

Alla Giustizia Marta Cartabia (oppure Paola Severino)

Un nome quasi certo è quello di Marta Cartabia alla Giustizia. Tra le grandi riforme nel suo programma, Draghi ha indicato come prioritaria quella della giustizia civile, fondamentale per attrarre investimenti nel nostro Paese. L’ex presidente della Consulta è la favorita per mandare a casa il grillino Bonafede. Gira anche il nome di Paola Severino, già Guardasigilli del governo Monti.

Scuola e Salute, ecco i papabili

Altra priorità indicata da Draghi, la scuola. Tra i papabili c’è Patrizio Bianchi (tecnico d’area di centrosinistra), professore di politica industriale ed ex assessore in Emilia-Romagna. In lizza anche Cristina Messa, già rettrice dell’Università Bicocca di Milano. In ogni caso la Azzolina farà le valigie. Infine, la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni è tra i papabili per la Salute (sempre se riusciremo a liberarci di Speranza). Altro nome in lizza per il dicastero chiave della lotta al coronavirus Rocco Bellantone, direttore del governo clinico del Gemelli e preside della Facoltà di Medicina della Cattolica di Roma.

Adolfo Spezzaferro

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