ater7Roma, 25 mar – Blitz di CasaPound Italia stamattina presso la sede dell’Ater, l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale del Comune di Roma, situata sul Lungotevere. Duecento militanti del movimento di via Napoleone III hanno simbolicamente occupato l’edificio per circa un’ora.

Nel corso dell’azione, la bandiera dell’Unione europea esposta fuori dalla sede dell’Ater è stata presa e gettata in terra da Simone Di Stefano, vicepresidente del movimento che già nel dicembre delater 3 2013 aveva tolto il drappo della Ue dalla sede della rappresentanza della Commissione europea in Italia in via IV Novembre. “Per noi quella bandiera non deve stare sugli edifici pubblici italiani”, ha spiegato Di Stefano.

Quanto alle ragioni del gesto, l’esponente di CasaPound ha spiegato: “Il nostro blitz vuole rappresentare una protesta contro la gestione dell’edilizia residenziale nella capitale: una gestione clientelare, che agevola gli amici degli amici, che concede sedi ai partiti e alle organizzazioni religiose a prezzi stracciati e ne tollera allegramente le morosità, che vede appartamenti a piazza Navona o al Colosseo affittati a pochi spiccioli e con modalità del tutto opache, come emerso nel recente scandalo Affittopoli”.

Il riferimento è al recente scandalo in cui si è scoperta la presenza, nella capitale, di 571 immobili con affitti bloccati da 15 anni, un’evasione annua di 8 milioni l’anno nonostante i canoni siano a volte ridicoli, più 17,5 milioni di bollette non pagate.

Il vicepresidente di Cpi ha ribadito che “per noi gli italiani devono stare in cima alle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi popolari e stiamo raccogliendo delle firme nelle piazze proprio per questo”.

ater2Non è mancato un riferimento allo sgombero della sede del Blocco Studentesco avvenuto lunedì a piazza Perin del Vaga: “È veramente surreale e segno di un intento punitivo tutto politico – ha detto Di Stefano – che l’unico slancio di efficienza legalitaria sia stato riservato a uno spazio di 20 metri quadri senza acqua e senza luce, che era diventato un punto di riferimento per il quartiere dal punto di vista della solidarietà e dell’attivismo sociale. Perché le forze dell’ordine si muovono solo contro giovani italiani che fanno politica a spese proprie anziché presentarsi davanti alle 30 sedi del Pd di proprietà dell’Ater o alle varie sedi di Rifondazione o di Sel che pagano canoni ridicoli o semplicemente non pagano nulla? Perché tanta solerzia repressiva non si applica agli extracomunitari che occupano case sbattendo in strada le famiglie italiane?”.

 

Roberto Derta

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