Roma, 23 mag – Che il centrodestra non se la passi benissimo non è di certo una novità. Dopo il disastro per le elezioni del Presidente della Repubblica, la spaccatura sul governo Draghi e più recentemente le tensioni interne in Sicilia, a certificarlo è ora il battibecco fra Salvini e Gelmini.

Il botta e risposta fra Salvini e Gelmini

L’oggetto del contendere è Berlusconi e la guerra in Ucraina, ma – come spesso accade in questi casi – la vera questione sembrerebbero essere gli equilibri dentro la coalizione. Il leader della Lega era intervenuto in difesa di Berlusconi. Quest’ultimo, infatti, era stato a suo volta accusato dal Ministro Gelmini di mandare messaggi ambigui sul tema dell’Ucraina. Così Salvini non le ha mandate a dire e ha dichiarato: «Prima di criticare Silvio Berlusconi qualcuno dovrebbe contare fino a cinque».

Non si è fatta attendere la replica della Gelmini, che piccata ha prontamente risposto: «Invito il segretario della Lega, Matteo Salvini, a rispettare il dibattito interno ad un partito che – per il momento – non è il suo». Il Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, ha poi continuato mettendo in discussione la linea “pacifista” di Salvini: «Ho posto in Forza Italia un tema di linea politica su una posizione che comprendo bene non sia quella di Salvini, ma che riguarda la collocazione europeista ed atlantista di Forza Italia. Un problema che evidentemente esiste, visto che per due volte il partito è dovuto intervenire a chiarire, a prescindere da me».

Il centrodestra spaccato

Le preoccupazioni della Gelmini sulle ingerenze di Salvini potrebbero tradire qualcosa di più. Come evidenziato anche da una berlusconiana di ferro come Michaela Biancofiore, Forza Italia è un partito in piena difficoltà, tanto da parlare di «diaspora del centrodestra». Nemmeno l’operazione amarcord della convention azzurra di Napoli ne ha risollevato le sorti. Le parole della Gelmini sarebbero quindi dirette sia contro le mire espansionistiche di Salvini che potrebbe inghiottire Forza Italia, sia verso l’interno del partito dove si è accesa la lotta per la leadership.

Tutto ciò si riflette su un centrodestra sempre più spaccato, dove i litigi e le logiche di potere sono sempre più preponderanti rispetto ai contenuti. Ma con lo scivolamento verso il centro – se non proprio verso la sinistra – di Forza Italia, ma anche della Lega, chissà se la fine del centrodestra sarebbe davvero un male.

Michele Iozzino

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