Roma, 21 ott – Un centrodestra non solo in cerca di un leader, ma anche d’autore. Si può riassumere così l’ultima uscita di Berlusconi che lancia la sua personale opa sulla rediviva (e forse mai sopita) alleanza con la quale Forza Italia e Lega Nord, insieme a Fratelli d’Italia, puntano a ricostituire quell’asse che ha fatto le fortune politiche del patron di Mediaset.

Da allora molto è cambiato, a partire dalla mutazione leghista. La segreteria Salvini ha risollevato un partito finito ai minimi storici puntando tutto non solo sui classici temi dell’autonomia e dell’immigrazione, ma anche e soprattutto sull’uscita dall’euro e dall’Unione Europea. Due punti programmatici, questi ultimi, apparentemente essenziali per il carroccio.

Requisito, quello dell’essenzialità, che pian piano sta però mostrando non poche crepe. “Salvini era convinto di chiedere indietro tutta la sovranità monetaria. Settimana prossima gli chiederò se è vero che lui ha via via cambiato posizione, rendendosi conto delle difficoltà che avremmo a uscire dall’area euro”, ha detto Berlusconi due giorni fa, rispondendo ad una domanda nel corso della conferenza stampa alla vigilia del referendum con il governatore della Lombardia Roberto Maroni. “Salvini si pone con irruenza nel fare politica ma quando ci sediamo al tavolo è estremamente aperto e ragionevole e positivo questo mi da l’assoluta sicurezza su come possa funzionare da qui in avanti la coalizione”, ha poi aggiunto, ieri, nel corso di un convegno a Capri con i giovani industriali, spiegando sull’euro di aver “convinto anche Salvini” e che “nessuno discute la nostra appartenenza alla Ue”.

Discorsi che lasciano il tempo che trovano, pre-tattica in vista della definizione degli accordi infracoalizione? L’impressione potrebbe essere questa, non fosse che le trattative fra i contendenti del centrodestra sembrano già decisamente avanzate. Lo conferma ancora lo stesso Berlusconi, spiegando che sarebbe già stata trovata addirittura la quadra sul governo.

Dell’esecutivo farà parte anche Claudio Borghi, l’economista della Lega che proprio sul tema dell’abbandono dell’euro ha costruito la sua fortuna politica? Diventa lecito porsi seriamente il problema, specialmente in virtù del fatto che da parte del carroccio non si sono levate particolari voci a contrastare le affermazione “incriminate”. Salvini per ora tace e rivendica (mai però con troppa convinzione) la carica di presidente del consiglio qualora la Lega dovesse conquistare più preferenze di Forza Italia, mentre Borghi rimane abbastanza vago probabilmente per capire da che parte tirerà il vento: basterà a questo punto l’hashtag #andiamoagovernare per superare contraddizioni apparentemente insanabili – e che senza dubbio pendono ben al di fuori del campo sovranista – di un centrodestra sempre più a immagine e somiglianza di Berlusconi?

Nicola Mattei

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9 Commenti

    • Prima di pubblicare le cazzate sparate serialmente da Berlusconi, sarebbe opportuno un controllino: e scoprireste che Salvini ha già risposto, con una certa ruvidità…

      • La “ruviita” di Salvini la conosciamo bene.
        E più controlli e più ti viene il voltastomaco.
        Vediamo di non farci prendere per il culo va invece di accusare questi articoli !

  1. […] Prima venne il tema euro ed Unione Europea: “Ho convinto anche Salvini, nessuno discute la nostra appartenenza alla Ue”, spiegò Berlusconi non più tardi dello scorso ottobre. Un’opera da normalizzazione in corso di fronte alle spigolosità del leader del Carroccio, che da sempre secondo il fondatore e dominus di Forza Italia deve ammorbidire i suoi punti programmatici per non risultare inviso ai cosiddetti “moderati”. […]

  2. […] Berlusconi, d’altronde, era stato chiaro: “Ho convinto Salvini – aveva spiegato lo scorso ottobre – nessuno discute la nostra appartenenza alla Ue”. Parole alle quali il segretario leghista aveva fatto seguire dichiarazioni al ribasso rispetto alle promesse barricate. Non è un mistero che voglia governare a più o meno qualsiasi costo. Anche a quello di fare marcia indietro su tutto. […]

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