marinoRoma, 29 ott – Una vicenda che sta diventando decisamente complicata per il Pd e per lo stesso Renzi, perché se davvero Marino ci ripensa si apre un’inevitabile crisi in casa Pd. E per lo stesso premier da patata bollente potrebbe trasformarsi in situazione imbarazzante per la quale dovrebbe rispondere in prima persona, finalmente. Per Marino intanto: “E’ andata benissimo. E come ho detto nei giorni scorsi sto ancora riflettendo”. Così il sindaco dimissionario al termine di una riunione durata diverse ore con Matteo Orfini, commissario Pd della Capitale, e il vicesindaco Marco Causi. Al termine dell’incontro Causi ha parlato di “una discussione molto cordiale. La notizia è che ci si parla ma la soluzione ancora non c’è”.

Intanto prosegue lo stallo alla romana che adesso assume tratti grotteschi, con Renzi che fino a pochi giorni fa sembrava deciso a non sostenere l’eventuale ripensamento di Marino e che poi aveva sottolineato il totale sostegno alla linea del Pd romano, il che significa poco o nulla: “La posizione del Pd e’ autorevolmente espressa da Orfini a cui va il mio totale sostegno”, aveva detto il premier da Cuba. Una dichiarazione apparentemente pilatesca quella di Renzi, che però cela un’inevitabile irritazione per una situazione ferma al palo dopo giorni di braccio di ferro inconcludente.

Dal Campidoglio fanno sapere che “il sindaco di Roma sta ancora riflettendo e valutando la possibilità di ritiro delle dimissioni”. Niente di nuovo, niente di più. Con lo stesso Orfini che glissa sulla questione, come se non fosse l’unica centrale. In un post su facebook in risposta alle sollecitazioni di Fabrizio Barca ha scritto: “Il processo di rinnovamento e ricostruzione del Pd romano non si fermerà per mano di strumentali opportunisti. In questi mesi tanti ne abbiamo combattuti insieme, e insieme continueremo a cambiare il Pd Roma” .

Solo che del Partito democratico frega il giusto ai cittadini romani, loro attendono solo di avere le idee un tantino più chiare sulla vicenda di un sindaco che uscito dalla porta principale continua ad affacciarsi dalle finestre del Campidoglio. E che adesso però può diventare il pericolo numero uno per Renzi.

Eugenio Palazzini

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