Le ultime notizie risalgono a fine febbraio, quando l’istituto ha comunicato con una circolare i dettagli su chi aveva diritto a beneficiare del bonus bebè. Da allora, piĂą nulla. Non un modulo per fare la richiesta e nessuna ulteriore indicazione operativa, nĂ© tempistiche certe su quando le neomamme (presenti o venture) potranno avviare l’iter. Inutile chiedere, l’Inps non risponde. E, quando lo fa, consiglia di mettersi il cuore in pace facendo finta che il bonus non esista. Meglio non va per le agevolazioni giĂ in essere, per le quali si segnalano numerosi ritardi: le mensilitĂ di gennaio e febbraio sempre a sostegno dei neonati ancora non sono state erogate, con l’Inps a spiegare che questa volta sarebbe un eccessivo accumulo di arretrati a frenare le pratiche. Non proprio una gran figura per il bocconiano Boeri, che prometteva di rivoluzionare l’ente eliminandone le farraginositĂ burocratiche.
Tornando al caos di “Mamma domani”, anche qualora la macchina chiamata ad istruire le pratiche su questo nuovo bonus bebè dovesse finalmente mettersi in moto, non esistono comunque garanzie sulle piĂą che probabili lungaggini cui andranno incontro le puerpere. Se i tempi dovessero essere gli stessi attualmente previsti per altre prestazioni create di recente e gestite sempre dall’Inps come i sussidi di disoccupazione Naspi, allora c’Ă© da mettersi il cuore in pace e attendere mesi, se non addirittura anni. Da “Mamma domani” a “Mamma dopodomani”.
Filippo Burla