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Roma, 28 gen – Giornata cruciale oggi per il premier dimissionario Giuseppe Conte: al Colle saliranno per le consultazioni Pd e Italia Viva e un passaggio chiave sarà l’apertura di Matteo Renzi a un Conte ter. E’ tutto qui il nodo politico della crisi di governo: il premier dimissionario deve sperare innanzitutto che Renzi – come ha assicurato fino all’ultimo – non porrà alcun veto per un terzo esecutivo a guida Conte. Dopodiché l’ex avvocato del popolo oggi strenuo difensore della sua poltrona spera di poter raccattare altri voltagabbana nel gruppo dei “responsabili” o “volenterosi”, che poi sarebbe l’accozzaglia di Europeisti al Senato (nata soltanto grazie al soccorso di una senatrice dem). Sì perché se Conte dovesse riuscire ad arrivare a quota 161 a Palazzo Madama – conditio sine qua non per un suo terzo governo – potrà trattare le condizioni del rientro di Iv nella maggioranza da una posizione di forza, di superiorità. Tuttavia i numeri dicono il contrario: allo stato attuale, senza Renzi Conte non ce la fa.



Consultazioni: oggi da Mattarella LeU, Italia Viva e Pd

Molto dunque dipenderà dalle consultazioni di oggi. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo aver accolto ieri i presidenti di Senato e Camera, oggi riceverà i primi gruppi parlamentari. Si comincia dai piccoli e salirà al Colle anche il neo gruppo Europeisti,  dopo il gruppo Per le Autonomie, gli esponenti del Misto, Azione e +Europa. Nel pomeriggio, si riparte con LeU, Italia Viva e il Pd. Al termine della giornata di ieri, trascorsa all’insegna del botta e risposta M5S-Iv sul fatto che la Bellanova avesse aperto anche a un Di Maio premier, costringendo il ministro degli Esteri a ribadire la sua fede incrollabile per Conte, il dato politico emerso è la posizione del Pd. Il segretario Nicola Zingaretti infatti ha ribadito che i dem faranno il nome di Conte, così come LeU e – neanche a dirlo – i 5 Stelle. Il punto è, come dicevamo, Renzi dirà nonostante tutto sì al premier dimissionario?

I 5 Stelle chiudono a Renzi

Le posizioni dei giallofucsia apparentemente sono chiare, dunque. Se poi i dem abbiano pronto un piano B nel caso saltasse la testa di Conte, non è ancora dato sapere. Il M5S dal canto suo non ha scelta: a Mattarella potranno fare un “unico nome, quello di Giuseppe Conte”. Con l’aggravante che per tenere buona la base grillina, aizzata da Di Battista, i 5 Stelle sono costretti a fare un comunicato in cui ribadiscono il loro no a un ritorno di Renzi. Complicando non poco le cose a Conte (anche se a un loro no a qualsiasi costo non ci crede nessuno).

Il Pd invece apre a Italia Viva

Diversa la posizione del Pd. “Per quanto mi riguarda – ha detto Zingaretti – il tema del rapporto con Italia Viva non ha nulla a che vedere con un aspetto di risentimento per il passato, ma di legittimi fondati dubbi sulla affidabilità per il futuro“. Contro Renzi – ha chiarito il leader dem – “nessun veto, ma un aspetto politico da tenere in considerazione, non per spirito polemico che non mi appartiene, ma perché noi verremo giudicati dagli italiani in merito alla sincerità e alla credibilità delle parole che utilizzeremo per definire il nuovo governo che decideremo di sostenere”.

Renzi punta il dito contro “lo scandalo della creazione di gruppi improvvisati”

Infine Renzi, che continua a giocare la sua partita, alzando ancora la posta. Come? Puntando il dito contro la nascita del nuovo gruppo degli Europeisti. “Mentre in Parlamento assistiamo a un autentico scandalo – ha detto il leader di Iv – che è quello di far passare delle persone non su un’idea ma su una gestione opaca delle relazioni, alla creazione di gruppi improvvisati, siamo qui a dire con forza che noi abbiamo rinunciato alle poltrone per far valere le nostre idee“. I renziani sono compatti e in linea con il loro leader: “Non metteremo veti su Conte ma non c’è solo lui. Andremo al Colle senza fare nomi ma per discutere di temi. Di Maio? Noi non poniamo veti e non li subiamo, partiamo dal programma”, ha detto la Bellanova.

I renziani fanno presente che senza di loro niente maggioranza

Il gruppo che si è formato al Senato non porta nemmeno un voto in più al pallottoliere, che è fermo alla settimana scorsa. Nonostante Conte cerchi di aumentare i numeri, senza Italia Viva non c’è la possibilità di un nuovo governo Conte“, ha fatto presente Maria Elena Boschi. La posizione ribadita nella riunione dei gruppi parlamentari con Renzi è dunque “no veti”. Ma questo significa anche che i renziani non accettano veti. Un chiaro riferimento alla posizione assunta dai 5 Stelle. 

In conclusione, dopo l’attacco di Renzi ai voltagabbana contiani, ai “volenterosi”, è ancora più in salita la strada per un Conte ter.

Adolfo Spezzaferro

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