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Roma, 17 giu – Giuseppe Conte va alla Camera e chiede “coesione nazionale” in vista del Consiglio Ue di Bruxelles fissato per venerdì. Per tutta risposta, Fratelli d’Italia e Lega hanno disertato l’Aula in segno di protesta contro il premier, che ancora una volta ha bypassato il confronto in Parlamento. Per di più sul delicato tema dei prestiti Ue che in realtà sono una trappola per l’Italia. Il centrodestra però torna a dividersi, con Forza Italia che sceglie di restare in Aula. “Conte da avvocato è diventato il liquidatore del Paese“, dice il capogruppo della Lega Riccardo Molinari. Dopo il suo intervento i deputati del Carroccio hanno abbandonato l’Aula. “Conte si sottrae dal confronto in Aula e poi va a Villa Pamphili. Sarebbe ora che capisse che non può contare sulla provvidenza per portare gli interessi dell’Italia in Consiglio europeo, senza mandato parlamentare. Il Parlamento viene invece continuamente mortificato”, è l’accusa lanciata da Wanda Ferro, unica deputata di Fratelli d’Italia presente alla Camera con l’unico scopo di spiegare le ragioni dell’assenza del suo partito.

La fuffa (pericolosa) di Conte in Aula

Conte dal canto suo aveva snocciolato la solita fuffa (pericolosa in tal caso, visto che quando si parla di Recovery fund e Mes si parla di debito pubblico e diktat Ue sulla restituzione dei soldi), auspicando un “nuovo modello di sviluppo” che sarà basato su investimenti pubblici rafforzati dalla Ue. Il premier prende altro tempo e rimanda tutto a settembre per il Recovery plan dell’Italia (quando invece i soldi a famiglie e imprese servono subito). Poi Conte dice che “per non perdere la sfida europea” serve la partecipazione di tutte le forze politiche: “E’ l’ora di dare prova di coesione anche sul piano nazionale”. Ma, ad eccezione di Forza Italia, l’opposizione non ci sta.

Il Consiglio Ue di venerdì sarà di natura consultiva, precisa Conte: “Speriamo che il prossimo sia risolutivo”, aggiunge. Ma “il governo vuol farsi trovare pronto” all’utilizzo delle risorse europee, avverte Conte. “Già in questi giorni ho avviato un’ampia consultazione per elaborare un piano di rilancio da cui potrà essere preparato un più specifico Recovery Plan che l’Italia presenterà a settembre”. Annunci, insomma. Vaghi e fumosi, come sempre. L’unica certezza è che il premier vuole soltanto prendere tempo rimandando all’infinito la definizione di politiche economiche concrete. Quando il progetto sarà più definito, assicura Conte, “verrò doverosamente in Parlamento per riferire dei suoi contenuti pronto a raccogliere proposte e suggerimenti”.

La Lega ribadisce il no al Mes: “Tenaglia che ci schiaccerebbe”

Intanto però, Conte non consulta il Parlamento per concordare la posizione dell’Italia nelle trattative Ue. Ed è proprio su questo Lega e FdI lo inchiodano alle sue responsabilità. “E’ vero che il Mes ci darà interessi molto bassi, ma perché è un credito privilegiato e quindi in caso di crisi saranno i primi a dover essere restituiti. Non è che l’Europa ci sta facendo un favore. E’ necessario andarsi a vincolare a un prestito? Quando mettiamo sul mercato titoli di Stato senza vincoli? Noi pensiamo che i 37 miliardi del Mes possiamo trovarli altrove“, spiega il capogruppo della Lega Molinari. A quel punto dai banchi della maggioranza si levano critiche e proteste e allora il leghista si rivolge ai 5 Stelle: “Sul Venezuela non parliamo, non ci abbassiamo a queste dinamiche. Non ci concentreremo sulle tartine e caviale di Villa Pamphili, questo è un tema che appassiona il M5S, che su questa demagogia ha costruito la sua fortuna…”. Detto questo, “il premier prima o poi avrà la cortesia di farci votare su un piano”. Ma per la Lega “la via maestra sarebbe un incremento degli acquisti di titoli di Stato da parte della Bce“. “L’avete capito che ci schiacceranno con una tenaglia?“, avverte Molinari in merito ai pacchetti Ue. “Noi non saremo qui a fare da spettatori all’immondo spettacolo di lei presidente Conte che fa il liquidatore del Paese”, conclude.

Salvini: “Sì ai buoni del Tesoro proposti da Savona”

Concetto ribadito anche dal leader della Lega: “Mes? Resta il nostro no, perché nessun Paese europeo ad oggi, neanche la Grecia per intenderci, che è messa molto peggio di noi, ha accettato, perché ci sono condizioni di restituzione troppo pesanti”, fa presente Matteo Salvini ai microfoni di Radio anch’io su Radio1. Per l’ex vicepremier “la proposta giusta la fa il presidente della Consob, Paolo Savona, che parla di buoni del Tesoro come nel dopoguerra, per lasciare in mano agli italiani il destino degli italiani”.

FdI: “Ci confronteremo quando sarà possibile farlo con un voto”

“Lei presidente Conte, continua a sfuggire al confronto nella sede deputata che è quest’Aula. La sua presenza oggi qui è un inutile simulacro, e siamo sorpresi che da mesi un governo che non ha alcuna legittimazione popolare continui ad andare avanti con una decretazione d’urgenza”. E’ l’attacco al premier della deputata FdI Ferro, segretaria della commissione parlamentare Antimafia. “Andare in Europa col voto delle Camere – fa presente rivolgendosi a Conte – le darebbe maggiore forza e credibilità. La democrazia non può che darle quella forza. FdI la lascia alle sue chiacchiere e alle sue feste, torneremo a confrontarci quando sarà possibile esprimerci con un voto. FdI non si è mai augurato un fallimento di questo governo – conclude la Ferro in replica all’intervento di Filippo Scerra (M5S) – fallimento che invece ci sarà su una vostra libera e determinata scelta”.

Meloni: “Maggioranza scappa dal voto in Parlamento”

A rincarare la dose ci pensa la leader di FdI: “La maggioranza scappa dal voto in Parlamento per non dare a Conte un mandato chiaro durante il Consiglio europeo. Vogliono fare il gioco delle tre carte per non assumersi la responsabilità delle loro scelte”. Così su Facebook Giorgia Meloni, postando un video dal titolo “Pd e M5S scappano dal voto in Parlamento per lasciare decidere dell’Italia ai burocrati europei”.

Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. Da tempo dovevano opporsi meglio a questo incompetente da due soldi.La destra ha addirittura votato per i 55 miliardi di euro che Conte provvederà a dare in maniera personalistica , anche per monopattini cinesi mentre la gente è alla fame veramente.E anche la destra ha la responsabilità di aver incarcerato gli italiani per un virus esagerato strumentalmente dai poteri occulti che finiranno di indebitare e depredare il paese.Che rapporti ha il centrodestra con questi poteri che hanno bloccato pure la nomina di Savona, cioè di un ministro voluto dalla maggioranza degli eletti di allora da parte degli italiani?

  2. Ma… Salvini e Meloni un giorno dicono no al MES, poi il giorno dopo dicono anche si, poi ni, poi di nuovo no? A forza di stare con Berlusconi hanno imparato a fare il giochetto delle 3 carte… Bisogna prendere posizione in modo chiaro, altrimenti si perde anche quel po’ di credibilità.

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