Roma, 5 mag – Giuseppe Conte mette in fibrillazione la maggioranza, sfida il premier Mario Draghi (che non è affatto preoccupato) e poi si straccia le vesti: “Qualcuno ci vuole fuori dal governo“. E’ lo psicodramma grillino che si sta consumando in queste ore mentre prosegue l’azione guastatrice dell’asse Conte-Grillo, contrapposta a quella totalmente governista del M5S (che fa capo a Di Maio). In sostanza, con atteggiamento che potremmo definire (scadendo però nella psicologia spicciola) passivo-aggressivo, Conte annuncia che non voterà la fiducia sul decreto Aiuti. Il casus belli resta quell’inceneritore a Roma che proprio non va giù ai 5 Stelle.

Conte passivo-aggressivo, sfida Draghi e si straccia le vesti: “Qualcuno ci vuole fuori dal governo”

“Dicono spesso che vogliamo far cadere il governo. Io comincio a pensare che qualcuno voglia spingerci fuori dall’esecutivo”, si lamenta Conte, guardando con sospetto a quella che definisce “imboscata” in Consiglio dei ministri sull’inceneritore di Roma. “Se questa fosse l’intenzione ce lo dicano chiaramente. Chiedo rispetto per gli 11 milioni di cittadini che hanno votato il Movimento”. Da qui la sfida a Draghi: “Quella norma che riporta indietro le lancette dell’orologio non è neppure lontanamente coniugabile con il concetto di fiducia. La fiducia semmai la chiediamo noi. Chiediamo fiducia e rispetto per i cittadini”. L’avvertimento è chiaro: il M5S non voterà la fiducia (o almeno i 5 Stelle di Conte/Grillo) al dl Aiuti.

Il leader M5S attacca il premier sul superbonus

Sul fronte del dl Aiuti, intanto, prende piede l’ipotesi di un nuovo passaggio in Cdm del provvedimento per alcuni “aggiustamenti tecnici” che consentano, ad esempio, una erogazione più veloce possibile del bonus da 200 euro a lavoratori e pensionati. Tra gli aggiustamenti, spiegano fonti di governo, anche l’estensione alle imprese agricole degli aiuti del fondo per le imprese maggiormente colpite dalla crisi in Ucraina. Ma Conte attacca Draghi anche sul fronte del superbonus, che secondo il premier non conviene perché i costi sono triplicati. “Mi ha meravigliato che proprio difronte al Parlamento europeo abbia trovato modo di parlare male di una misura che sta facendo correre il Paese”, dice. E che “gli ha consentito di fare il giro dell’Europa e fregiarsi dell’aumento del 6% del Pil”, aggiunge l’ex premier con malcelata stizza.

Il M5S vuole che il premier riferisca in Aula sulla guerra in Ucraina

“Non so se sia una rappresaglia: se lo fosse sarebbe molto grave” dice il leader M5S in merito alla sua richiesta di “sentire Draghi in Parlamento. Sarebbe un’offesa gravissima al popolo italiano. Sarebbe molto grave se si trattasse di una rappresaglia di fronte ad una richiesta, che mi sembra legittima, di avere un primo ministro chiamato a rappresentare in Parlamento e quindi ai cittadini, e non al M5s, quali sono le posizioni che sta portando sul tavolo internazionale” sulla guerra in Ucraina. Va detto però che su questo fronte, Conte è in sintonia con la Lega di Salvini (nonché con alcuni a sinistra). “Sulla nostra richiesta mi pare abbiano aderito anche altre forze politiche ed è stata accolta anche nel dibattito pubblico”, fa presente il leader M5S.

L’alleato Letta dal canto suo invita all’unità, ma Conte attacca pure lui

Inutile dire che il segretario Pd Enrico Letta prova a sedare gli animi. “C’è bisogno di unità come non mai sul governo, se non siamo uniti in questa fase… credo che Draghi abbia detto le cose giuste a Strasburgo. L’Italia è il Paese che spinge di più per la pace ma c’è bisogno di maggioranza unita e coesa”. Ma Conte ne ha pure per gli alleati dem. “Chi vuole lavorare con noi deve sapere che ci sono principi non negoziabili” attacca l’ex premier, che si lamenta: “il Pd era per la transizione ecologica, poi ci propone gli inceneritori. Chi lavora con noi deve chiarire quelle posizioni“.

A rischio l’accordo per le amministrative

In tutto questo, è ovvio che Conte fa traballare anche gli accordi per le amministrative. “Noi abbiamo vincoli stringenti e alcuni pilastri come la cultura della legalità: è capitato che ci fossero progetti che non rispondono ai nostri standard”, è l’accusa del leader M5S. Ma Letta glissa: “Io guardo gli argomenti che ci uniscono”. Chi invece replica all’ex premier è il senatore dem Andrea Marcucci: “Conte dice che qualcuno vuole spingerli fuori dal governo. A me sembra che siano i 5 Stelle ad avere questo desiderio“.

Magari davvero Grillo tramite Conte vuole portare il M5S all’opposizione, per recuperare posizioni battagliere dei tempi d’oro. Tanto il governo andrebbe avanti lo stesso, i numeri ci sono. E nessuno vuole farlo cadere, a cominciare da chi l’ha messo su: il presidente Mattarella.

Adolfo Spezzaferro

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