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Roma, 25 gen – Giuseppe Conte salirà domani al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Dunque il premier in carica non si presenterà stasera dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, come previsto. Si prenderà dunque ancora qualche ora per uscire di scena e poi tentare di rientrare dalla finestra. Domani mattina dovrebbe infatti tenersi il Consiglio dei ministri, con il premier che – salvo clamorosi ripensamenti – comunicherà la sua intenzione di dimettersi. Dodopiché salirà al Colle, auspicando che Mattarella gli affidi un terzo incarico per tentare di formare un altro governo, il Conte-ter dunque.

M5S: “Inevitabile il Conte ter”

Il passaggio per il cosiddetto Conte ter è ormai inevitabile ed è l’unico sbocco di questa crisi scellerata”, fanno sapere i capigruppo di Camera e Senato del M5S, Davide Crippa ed Ettore Licheri. “Un passaggio necessario all’allargamento della maggioranza. Noi – scrivono gli esponenti pentastellati – restiamo al fianco di Conte, continueremo a coltivare esclusivamente l’interesse dei cittadini, puntiamo a uscire nel più breve tempo possibile da questa situazione di incertezza che non aiuta. Dobbiamo correre sul Recovery, seguire il piano vaccinazioni, procedere immediatamente ai ristori per le aziende più danneggiate dalla pandemia. Il MoVimento c’è, ed è pronto a fare la sua parte”.

Conte e la “crisi pilotata”

Stando poi a quanto appreso dal Corriere della Sera, il capo delegazione del Partito Democratico, Dario Franceschini, ha convocato i ministri dem per una riunione a cui parteciperà anche il segretario Nicola Zingaretti. Come scritto oggi su questo giorno, per la maggioranza giallofucsia è d’altronde inevitabile andare sotto al Senato in occasione della relazione sulla giustizia, che si terrò tra mercoledì e giovedì. Per questo adesso l’ex avvocato del popolo deve sottoporsi all’iter della crisi di governo per mantenere la sua poltrona. E’ altamente improbabile difatti che le dimissioni del premier portino al voto, per quanto in questo momento sia in salita anche la strada verso il Conte-ter. Siamo insomma di fronte a una “crisi pilotata”, ma non è detto che la strada sia ben asfaltata.

Alessandro Della Guglia

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