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Roma, 11 mag – L’indice Rt come criterio per l’assegnazione dei colori delle regioni non ha più senso, visto il numero crescente di vaccinati, e il coprifuoco va perlomeno posticipato. Alla vigilia dell’incontro governo-regioni per fare il punto sulle restrizioni ancora in vigore, la maggioranza è ancora spaccata tra chi vuole spostare il coprifuoco dalle 22 alle 23 (e non oltre) e chi, come Lega e Italia Viva, ne chiedono l’abolizione. Tuttavia appare chiaro che il premier Draghi resta sulla linea dei “rigoristi” e che non intende eliminare il coprifuoco.

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I governatori chiedono di valutare l’Rt ospedaliero

I governatori chiedono di considerare l’Rt ospedaliero invece che l’indice di contagiosità, che trova il tempo che trova con l’aumentare dei vaccinati. “Credo sia ragionevole e decisivo valutare l’utilizzo di nuovi parametri rispetto all’Rt per determinare fasce di colore e nuove aperture. Oggi siamo di fronte ad una situazione completamente diversa. Lo scenario è cambiato. Sono state messe in sicurezza le categorie a rischio, e quotidianamente cresce la percentuale di cittadini immunizzati”, fa presente il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. “Sarebbe un errore – spiega – non riequilibrare il peso dell’Rt con l’utilizzo di altri parametri. Tra le ipotesi che si stanno valutando ci sono, per esempio, quella dell’Rt ospedaliero e quella dell’indice legato alla vaccinazione”. In sostanza, l’Rt alto non deve più scatenare allarmismi e men che mai giustificare restrizioni, visto e considerato che il livello di contagiosità è ininfluente nei confronti degli immunizzati.

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Le regioni chiedono di spostare il coprifuoco alle 23

Le regioni hanno presentato al governo una proposta in cui chiedono di spostare il coprifuoco alle 23. Allo stato attuale, il premier Draghi sembrerebbe intenzionato ad accontentare i governatori e i “rigoristi” giallofucsia – a partire dal ministro della Salute Speranza – e scontentare quindi Salvini e Renzi. Tanto che alla cabina di regia politica attesa tra oggi e domani, fissata per fare il punto sul decreto Sostegni, è quasi certo che irromperà la questione coprifuoco. Perché il centrodestra di governo (ora affiancato dai renziani) non intende mollare: l’odiosa e odiata restrizione va abolita.

I “rigoristi” giallofucsia attaccano la Lega

Sul fronte dei “rigoristi”, il segretario del Pd Enrico Letta torna all’attacco del leader della Lega, che da giorni è in pressing chiedendo di riaprire tutte le attività. “Gli italiani non vanno dietro ai pifferai magici“, sostiene il leader dem. Sulla stessa linea il M5S, favorevole a riaperture graduali che tengano conto della curva dei contagi e del numero di vaccinazioni fatte. “No al liberi tutti“, è il mantra dei pentastellati. Anche se il ministro degli Esteri Di Maio parla di “allentamento delle restrizioni” per “attrarre turisti in Italia”.

La data della proroga del coprifuoco potrebbe essere il 17 maggio

Occhi puntati dunque su quando potrebbe essere prorogato il coprifuoco. Una data probabile è il 17 maggio, perché è un lunedì, giorno in cui entrano in vigore i nuovi colori delle regioni e perché il premier si era impegnato a fare un “tagliando” al decreto Riaperture a metà maggio. In tal senso Draghi potrebbe convocare cabina di regia e vertice nel fine settimana, dopo aver visto i dati epidemiologici del consueto monitoraggio del venerdì.

Draghi vuole attrarre i turisti stranieri ma il problema sono i divieti per gli italiani

Qualcosa comunque si muove, anche tra i “rigoristi”. La capogruppo Pd Debora Serracchiani, sulla base dei 500mila vaccini al giorno, chiede “la revisione dello stop dei centri commerciali nel fine settimana”. Il punto è che gli esperti del Cts chiedono ancora prudenza. Il 15 maggio scade l’ordinanza che impone la quarantena di 5 giorni a chi entra in Italia da un Paese europeo. Ma il problema non sono i turisti stranieri, bensì i divieti e restrizioni per i cittadini italiani. Fermo restando che ancora non siamo in condizione di essere competitivi con Paesi come Spagna – che ha abolito il coprifuoco – e Grecia – che ha riaperto le spiagge con una settimana di anticipo – sono gli italiani che vanno liberati da divieti ormai senza senso, visto il calo dei contagi e dei ricoveri e il numero crescente di vaccinazioni.

Sileri: “Con 30 milioni di vaccinati via la mascherina all’aperto”

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, pensa che quando toccheremo i 30 milioni di vaccinati potremo togliere la mascherina all’aperto, da tenere quindi soltanto in caso di assembramento. L’idea di Sileri non è stata ancora presa in considerazione dal governo. Ma prendendola per buona – è l’auspicio nostro e di tutti gli italiani – a conti fatti (qui i dati aggiornati sulla campagna vaccinale) a fine giugno, inizio luglio dovremmo raggiungere la quota indicata dal sottosegretario. In quel caso l’estate sarebbe salva. Resta da capire, per quella data, a che ora scatteranno le multe per il coprifuoco.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Ma la maskerina via sempre ! non serve all’aperto, come i vostro vaccini, i vostri traghetti di fannuloni, i vostri contaballe da salotto! E gia ma voi non lavorate, non fate impresa,, non fate Stato, solo poltropanzoni panciafichisti!

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