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Roma, 22 apr – “Sul coprifuoco è prevalsa la linea di Speranza, che affossa il governo, Draghi ci ripensi“: pure Italia Viva va all’attacco del decreto Riaperture. “Sul mantenimento del coprifuoco alle 22 è prevalsa una linea a nostro avviso sbagliata e non razionale. E’ una decisione che affossa il governo. Speranza e compagnia da galleggiatori di professione si sono trasformati in vere e proprie zavorre, inducendo il presidente Draghi al primo grave errore della sua gestione“. Non ci gira intorno Gianfranco Librandi di Italia Viva: con Speranza alla Salute il governo non può fare bene. Non solo la Lega, dunque, scuote la maggioranza sul decreto della discordia, bocciato dalle regioni.



Italia Viva contro il coprifuoco: “Chi difende misura così miope vive al di fuori della realtà”

Chi difende una misura così miope e di dubbia utilità vive al di fuori della realtà ed evidentemente ritiene prioritari interessi diversi da quelli di ristorazione e turismo, due settori praticamente in ginocchio e che andrebbero sostenuti in questa fase di ripresa”, è l’attacco del deputato renziano. “Come dimostrato da studi e ricerche, all’aperto è molto difficile contagiarsi. Inoltre, nei mesi più caldi, le abitudini dei cittadini cambiano e gli orari si dilatano. Pertanto, non è sostenibile un coprifuoco così severo“, fa presente Librandi. “Ci chiediamo che senso abbia riaprire i ristoranti e mantenere il coprifuoco alle 22? Se fosse a mezzanotte i ristoratori potrebbero organizzare almeno due turni. Anche le 23 sarebbe stata una mediazione più ragionevole, ma ha prevalso una linea di prudenza deleteria e ingiustificata”, aggiunge.

“Chi ci spiega le ragioni e la proporzionalità di tale misura?”

Insomma, anche Italia Viva sottolinea quanto sia irragionevole, illogica e punitiva la decisione di mantenere il coprifuoco alle 22. “Chi ci spiega le ragioni e la proporzionalità di tale misura? Per quanto riguarda le riaperture dei locali occorre un supplemento di riflessione: se si consente di ripartire solo a chi gode di spazi all’aperto si sta compiendo un’ingiustizia nei confronti di chi, pur rispettando da sempre regole e protocolli, ne ha solo al chiuso e di chi svolge la propria attività in località più fredde. È una misura palesemente discriminatoria, che andrebbe bilanciata”, obietta il deputato renziano.

Ci rivolgiamo al presidente Draghi affinché ci ripensi e riapra un confronto su questi temi. Il nostro non è un attacco al governo, ma un invito a scrollarsi di dosso le zavorre e avere più coraggio”. La zavorra numero uno, neanche a dirlo, è Speranza.

Adolfo Spezzaferro

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