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Roma, 16 apr – Dopo la richiesta avanzata ieri al governo dalla Regione Lombardia, adesso anche il governatore del Veneto preme per una ripartenza delle attività produttive a partire dal 4 maggio. “La valutazione del presidente Fontana è legittima alla luce di una serie di provvedimenti”, ha dichiarato Luca Zaia. “Al di là delle nostre posizioni – ha detto il governatore leghista – ci sono poi ad ombrello le dotazioni di minima che verranno stabilite a livello nazionale e da lì potremmo solo migliorare ulteriormente le misure a tutela della salute aggiungendo nuove misure”. Ma secondo Zaia “il vero tema è decidere se chiudere tutto e morire in attesa che il virus se ne vada o aprire e convivere perché oltre ad un certo limite non è più sostenibile”.

Pronti a riaprire dal 4 maggio

Dunque anche per il presidente della Regione Veneto è necessario riaprire molte attività lavorative appena terminate le attuali misure restrittive in vigore fino ai primi di maggio. La cosiddetta “fase 2”, secondo entrambi i governatori, non può quindi tradursi con una blanda ripresa delle attività. Convivere con il coronavirus, seppur con tutte le precauzioni del caso, secondo Zaia sarà dunque inevitabile, pena la morte economica. Non si può insomma attendere che il virus se ne vada del tutto. Il governatore veneto, nella consueta conferenza stampa dalla sede della Protezione Civile di Marghera (Venezia), stamani ha precisato ancor meglio la sua visione riguardo alla fase 2. “Io immagino che dal 4 maggio dovremo essere tutti pronti per riaprire, questa è la prospettiva a livello nazionale quindi dovremo essere tutti pronti con i dispositivi di protezione individuale. So per certo che il comitato scientifico ha già dato le indicazioni in merito”, ha detto Zaia.

“Alcuni Paesi europei sono già ripartiti”

Non solo, secondo il governatore leghista è ipotizzabile pure di far ripartire alcune attività prima di maggio. “Non escludo che alcune attività potrebbero essere messe in griglia di partenza anche un po’ prima, ma immagino che la dead line sarà il 4 maggio”, ha dichiarato Zaia. D’altronde, come fatto notare da Fontana, “molti altri Paesi europei sono già ripartiti”, ergo “è necessario ragionare subito del nostro futuro”. Questo ovviamente non significa mettere la sicurezza in secondo piano, tutt’altro. A tal proposito il governatore lombardo propone di “scaglionare il lavoro magari su 7 giorni anziché su 5, con orari di inizio diversi per evitare l’utilizzo eccessivo dei mezzi pubblici in determinate fasce”.

Alessandro Della Guglia

 

2 Commenti

  1. Ho letto un commento di un lettore su un giornale mainstream che diceva che ci potrebbero essere decine di milioni di morti in Italia ! E’ ovvio che dietro a questo terrore creato ad arte vi sono poteri occulti globalisti oligarchici molto forti che spingono alla carcerazione,depauperazione e controllo totale di intere popolazioni.E la scusa è un virus influenzale poco mortale anche in Italia(20 mila casi e da vedere quanti correlati al virus) dato che milioni potrebbero essere già “infettati” (hanno gli anticorpi!) e i morti per malattie respiratiorie infettive sono sovrapponibili agli anni passati.
    La cosa grave è che molta destra accetta questo stato di cose e si rende complice di chi ci toglie la libertà.Negli USA la cosa è ben diversa dato che molta della destra americana dopo 2 settimane si è gia stufata del raccontino da terror movie e scende in strada a rivendicare i suoi diritti.
    Onore a Zaia che di farsi demolire il Veneto non ha nessuna intenzione

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