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Roma, 13 gen – Oggi potrebbe essere il giorno dell’apertura della crisi di governo, con l’annuncio delle dimissioni da parte dei ministri di Italia Viva e Renzi che si dice pronto ad andare all’opposizione. Dopo l’astensione delle renziane Bonetti e Bellanova al voto sul Recovery plan in Consiglio dei ministri ieri sera, le prossime mosse sembrano obbligate (salvo accordi dell’ultimo secondo). Oggi in conferenza stampa il leader di Italia Viva dunque dovrebbe annunciare l’uscita dalla maggioranza giallofucsia. Dopo di che il premier Conte dovrà verificare se ha ancora i numeri in Parlamento per poter governare. A tal proposito spuntano i famigerati responsabili, che si sono palesati esattamente al momento giusto.

Renzi si dice pronto ad andare all’opposizione

La crisi di governo dunque è solo rimandata di poche ore, a quanto pare. Il leader di Iv ostenta sicurezza: “Io non volevo far fuori Conte, ma me stesso da questo governo. Evidentemente hanno i numeri per andare avanti e se vogliono gli posso anche cedere qualcuno… Me ne andrò all’opposizione“. Anche Renzi si aspetta una conta in Aula. “Penso che Conte sostituirà le ministre di Italia viva e poi andrà alle Camere per chiedere la fiducia. Non so se prima si recherà al Quirinale, comunque quando avrà dei nuovi ministri farà il passaggio parlamentare”.

I responsabili (leggi Forza Italia) e Mastella che scalpita

E in merito ai responsabili – in sostanza berlusconiani pronti a sostituire i senatori renziani – frutto delle trattative tra Bettini del Pd e il solito Letta di FI – il leader di Iv non appare preoccupato. “Sarà un governo Conte-Mastella e noi saremo all’opposizione o un esecutivo diverso“, è il pronostico dell’ex premier. L’evocazione del sindaco di Benevento ed ex ministro sia con Berlusconi che con Prodi si spiega con il fatto che proprio Mastella si è detto pronto a tornare alla ribalta, assicurando che i responsabili ci sono e che sono più di quanto si immagini.

Prodi: “Renzi come Bertinotti, vuole solo rompere”

Intanto la crisi appare inevitabile, con Pd, M5S e LeU schierati contro Iv. Lo scontro si è consumato proprio al Cdm, con i renziani che chiedevano ancora una volta il Mes sanitario e Conte e il resto della maggioranza che respingevano la richiesta sostenendo che con il Recovery plan non c’entra niente. In tanti anzi hanno obiettato che impuntarsi sul Mes fosse la prova provata che Iv vuole rompere. Ne è convinto anche Prodi, ricicciato alla bisogna in tv, che ha accusato Renzi di essere come quel Bertinotti che lo fece cadere nel 1998: “Vuole solo rompere”, assicura l’ex premier.

Oggi alle 17.30 la conferenza stampa di Renzi: Italia viva fuori dal governo?

Oggi pomeriggio alle 17.30 ci sarà la conferenza stampa (in diretta su Facebook) in cui Renzi molto probabilmente annuncerà l’uscita dal governo dopo un Cdm che per stessa ammissione dei ministri della maggioranza è stato il “requiem del Conte bis”. Questi i numeri di Iv: Bellanova (ministro dell’Agricoltura), Bonetti (ministro per la famiglia) e Scalfarotto (sottosegretario agli Esteri), 30 deputati e soprattutto 18 senatori, senza i quali Conte non ha più la maggioranza a Palazzo Madama.

Governissimo con i responsabili o governo tecnico

Insomma, data per certa la crisi di governo scatenata da Italia Viva con l’annuncio di Renzi ed esclusa l’ipotesi di un ritorno alle urne (Mattarella non vuole), ed escluso a questo punto anche un Conte ter (“Se Renzi esce mai più un governo con Iv“, ha avvertito ieri Palazzo Chigi), restano due possibilità. Un governissimo allargato ai responsabili (leggi FI), indispensabili per sostituire gli 8 senatori renziani necessari per avere la maggioranza. Oppure un governo tecnico.

In tutto questo, che Renzi voglia soltanto andare a fare l’opposizione appare davvero poco credibile. Ecco perché bisogna ancora aspettare un po’ per capire se ha agito da solo (ipotesi remota) o se dietro questa crisi c’è pure un pezzo di Pd, che vuole imporsi sul M5S e avere il giusto peso nel prossimo esecutivo. Staremo a vedere: lo showdown è imminente e nessuno conosce ancora veramente le carte di Renzi.

Adolfo Spezzaferro 

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