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Roma, 24 giu – “Il dibattito su ddl Zan va sospeso, prima Draghi risolva il contenzioso con il Vaticano“: così la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. La nota inviata dalla Santa sede sul ddl Zan pone una questione di “contenzioso tra due Stati sovrani che hanno un Concordato, che una delle due parti ritiene che rischi di essere violato. Nel mentre riteniamo che vada sospeso il dibattito in attesa che si risolva la controversia”. La Meloni, qui anche in veste di presidente dei Conservatori e riformisti europei, in un’intervista in collegamento da Bruxelles a Studio aperto, suggerisce al governo come dovrebbe procedere rispetto all’iter della legge contro l’omotransfobia.



Meloni: “Stop al dibattito sul ddl Zan, prima Draghi risolva controversia con Vaticano”

Mentre nella Ue tiene banco la questione Lgbt e leggi in materia, la Meloni propone uno stop al dibattito in Senato a una legge divisiva, E che con gli attuali numeri della maggioranza – spaccata in due – comunque difficilmente passerebbe così com’è. E mentre Salvini si dice disposto a rivedere il testo, eliminando i passaggi liberticidi e quelli relativi alla teoria gender nelle scuole, la Meloni taglia corto: Draghi deve prima affrontare la questione con il Vaticano. E in ogni caso FdI è contraria alla legge.

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La leader di FdI: “Preoccupati per lo sviluppo del Recovery fund”

Poi la leader di FdI parla anche di Ue. “Abbiamo incontrato il commissario Gentiloni per porre alcune questioni soprattutto legate al rapporto tra la Commissione europea e le sfide che attendono l’Italia. Noi continuiamo a essere un po’ preoccupati per lo sviluppo del Recovery fund, che pure abbiamo sostenuto. Soprattutto per la parte di prestiti che l’Italia dovrà affrontare nel caso in cui nel 2023 dovesse tornare operativo il Patto di Stabilità”, fa presente. Questo “perché con le attuali regole – sottolinea la Meloni – la nostra ripresa economica sarebbe molto distante“.

Salvini: “Senza dialogo ddl Zan non passa”

Tornando alla maggioranza spaccata sul ddl Zan, con i giallofucsia che vogliono che sia approvato così com’è e il centrodestra che, sulla scorta dei rilievi del Vaticano, chiede alcune dirimenti modifiche, Salvini ribadisce che così com’è il testo non passa. “Non è una intromissione o ingerenza, il Papa può dire quello che pensa liberamente, può esprimere liberamente il suo pensiero che coincide perfettamente con il mio. Ora la palla è in mano al Pd: la disponibilità della Lega e di tutto il centrodestra per modificare il ddl e approvarlo all’unanimità c’è. Se qualcuno non vuole il dialogo non vuole il confronto e ritiene che il Papa debba star zitto e che Salvini non vada ascoltato non farà l’interesse delle persone che vuole difendere, perché il documento non passa”, conclude il leader della Lega.

Adolfo Spezzaferro

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