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antiterrorismoRoma, 11 feb – Il governo si accorge solo ora che fare il tagliagole è un reato. Un mese dopo gli attentati di Parigi, il Consiglio dei Ministri approva un decreto legge antiterrorismo dopo i continui rinvii delle scorse settimane. Tempo perso a limare, rivedere, ripensare, aggiustare il testo. Come anticipavamo in un articolo del 22 gennaio, l’intervento governativo sembrava allora già fuori tempo massimo, visto che non preveniva ma chiudeva i cancelli quando i buoi erano scappati. E faceva storcere il naso per molti versi. In ogni caso adesso è ufficiale, o quasi, visto che in realtà, tanto per confermare la lentezza burocratica delle nostre istituzioni, il testo del decreto non è ancora disponibile perché dovrà essere firmato dal presidente della Repubblica. Vediamo però nel dettaglio cosa prevede.

Lotta ai foreign fighters: diventa reato combattere all’estero, non solo quindi reclutare i cosiddetti “foreign fighters”. Arruolarsi in organizzazioni terroristiche è punibile con una pena dai tre ai sei anni di reclusione. Sarà invece considerato ancora più grave autoaddestrarsi all’uso di armi ed esplosivi, condanna dai cinque ai dieci anni. Con l’aggravante per chi lo fa attraverso il web.

Prefetti e intelligence: aumentano i poteri delle prefetture e dei servizi segreti (più spesso romanticamente definiti 007) a cui sarà consentito di fare “colloqui con detenuti”, previa autorizzazione giudiziaria. Nello specifico i Prefetti avranno maggiore libertà di espulsione e di controllo dei documenti.

Più militari: si torna ad impiegare l’esercito nelle Strade Sicure (4850 unità). Il ministro dell’Interno ha annunciato anche l’aumento dei militari impiegati nella Terra dei fuochi, che da oggi saranno 200. Saranno invece 500 le unità impegnate a combattere l’Isis, tra il dispositivo dell’Areonatuica e gli addestratori. Il ministro della Difesa Pinotti ha spiegato che “si tratta di una decisione maturata in seguito ai colloqui intercorsi durante la riunione ministeriale della Nato a Bruxelles ed alla Conferenza internazionale sulla sicurezza di Monaco”. Il ministro ha voluto sottolineare l’impegno italiano specificando che la Germania impiega solo 100 militari per contrastare l’Isis. Viene poi istituito un coordinamento delle inchieste sul terrorismo presso la Direzione nazionale antimafia.

Stretta sul web: vengono rafforzati i controlli su internet e verrà stilata una black list presso il ministero dell’Interno riguardante i siti web filoterroristi, con l’oscuramento di quelli considerati censurabili su disposizione dell’autorità giudiziaria.

Alfano, spiegando da Palazzo Chigi le misure nel dettaglio, esulta: “Si tratta di nuove regole molto dure e molto serie, se prima infatti era reato solo il reclutare i combattenti, da stasera è reato andare a combattere all’estero e le pene sono molto alte”. Il ministro dell’Interno si è sbilanciato così, con tono trionfante: “L’Italia sarà un Paese più sicuro nel quale vivere sereni”.

Eugenio Palazzini

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