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Roma, 16 ago – Continua a infuriare la polemica sul ritiro della concessione ad Atlantia da parte del governo. Il tragico crollo del ponte Morandi ha infatti rimesso al centro della discussione la gestione della rete autostradale italiana. L’esecutivo gialloverde si dice pronto ad andare fino in fondo. «Non è possibile che si possa morire pagando il pedaggio. Prima che il governo annunciasse il ritiro della concessione, già la Borsa aveva condannato Atlantia. Se non sono in grado di gestire le autostrade, lo farà lo Stato», ha dichiarato il vicepremier Luigi Di Maio. Il governo insiste dunque sulla necessità di una gestione pubblica delle autostrade, senza più deleghe a privati.
Il leader del M5S chiarisce la sua posizione anche sulla questione delle possibili penali che comporterebbe lo strappo unilaterale con Atlantia: «Tutti parlano oggi della penale da 20 miliardi per la revoca della concessione. Ma se la motivazione è giusta, e 40 morti finora mi sembrano una buona motivazione, non credo che si dovranno pagare penali. Tutti chiedono giustizia a Genova. Ci sono tutte le ragioni per recedere dalla concessione senza pagare penali. Gli utili netti che fanno queste società, che hanno operato in monopolio, fanno arrabbiare tutti. I Benetton li incontreremo quando gli revocheremo la concessione».
Alle parole di Di Maio è seguita poi la risposta di Atlantia, che contesta al governo di aver avviato l’iter per la revoca della concessione senza aver prima atteso i risultati delle indagini: «Atlantia S.p.A., in relazione a quanto annunciato in merito all’avvio di una procedura finalizzata alla revoca della concessione nella titolarità della controllata Autostrade per l’Italia, deve osservare che tale annuncio è stato effettuato in carenza di qualsiasi previa contestazione specifica alla concessionaria ed in assenza di accertamenti circa le effettive cause dell’accaduto». Allo stato attuale, è in corso un’inchiesta per disastro e omicidio plurimo colposo.
Federico Pagi

5 Commenti

  1. Consiglio l’articolo interessantissimo sulle privatizzazioni sul sito; maurizioblondet.it dal titolo
    Ma “Segreto di Stato” può voler dire “Tangenti”? (Domanda alla Procura)
    Maurizio Blondet 16 agosto 2018 63 commenti
    “Poiché i Benetton non forniscono allo Stato missili, armamenti avanzati, radar – perché le concessioni autostradali sono state coperte dal segreto di Stato? E’ una domanda che vorrei porre, da povero cittadino, a giudici, procuratori: quale altro motivo riescono a immaginare per questo segreto – di Stato! – se non occulti scambi e benefici tra i politici che hanno concesso, e quelli che godono della concessione di un monopolio lucrosissimo? Domando sinceramente: perché io non riesco a immaginare altro………”

  2. Di Maio é troppo ignorante per gestire situazioni come queste. La nazionalizzazione sarebbe una soluzione corretta a condizione di avere leader competenti e costi sostenibili, cose che oggi mancano. Se avesse un minimo di intelligenza direbbe “chiederemo al giudice di dichiarare nulla la penale di 20 miliardi a favore di ASPI in caso di revoca anticipata della concessione” e poi andrebbe a cercare i criminali che hanno accettato una clausola del genere. Invece preferisce sparare queste cazzate irrealizzabili (ora come ora). Tipica politica da Facebook, ossia dei leoni da tastiera che alla prova dei fatti non sanno che pesci prendere. La biodiversità da Renzi non rende in notav desiderabili

  3. Ottimo consiglio: è sempre il miglior giornalista in circolazione.
    Quanto agli speculatori, spero vivamente che spariscano subito dall’Italia con biglietti di sola andata.
    A chi gli ha consentito di speculare sulle nostre vite, invece, sarebbe da ripristinare la pena di morte. Da morti saranno più utili che da vivi: serviranno come esempio a chi volesse cimentarsi nel governo di questo paese.

  4. Ieri sera Di Pietro a fatto di nuovo il fenomeno dicendo che in caso di revoca della concessione ad Autostrade il governo pagherebbe 20 miliardi circa di penali. Cioè l’ utile annuale per gli anni che rimangono fino alla scadenza della concessione. Sapete chi era il ministro che ha firmato quel contratto? Di Pietro. Presidente del consiglio? Prodi. Un contratto capestro per lo stato poteva portare solo le loro firme. I Benetton non potevano avere regalo migliore.

  5. Bisogna che chi ha firmato queste condizioni capestro a favore di un privato venga processato e condannato e nel contempo cancellare qualsiasi ipotesi di penale.In Islanda dei banchieri avevano sottoscritto impegni dello stato per 4 miliardi di euro; non solo il governo non gli ha pagati questi soldi ma ha fatto una cosa semplicissima; ha messo in galera questi banchieri!
    Forse qualche giudice si muoverà quando capira’ che chiunque oggi è a rischio sui ponti italiani, compresi loro!

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