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CasaPoundRoma, 7 apr – Da stamattina, sulla facciata della sede di CasaPound, in via Napoleone III, a Roma, sventola la bandiera siriana. Un segnale molto chiaro, in un momento in cui la Siria viene ricacciata a forza nell’isolamento da cui era faticosamente uscita. Di questo e dell’attacco americano abbiamo parlato con Simone Di Stefano.

L’intervento americano ti ha colto di sorpresa?

No, devo dire che me l’aspettavo, perché in questi giorni, seguendo un po’ le varie trasmissioni, in particolare Piazza pulita, avevo avuto la percezione che si fosse messa in moto la solita macchina che interviene quando bisogna giustificare determinate azioni. C’erano gli ospiti “giusti”, il conduttore che diceva che le prove contro Assad erano “inconfutabili”, etc. Tutto andava in un’unica direzione. Poi c’erano anche altri segnali, tipo la rimozione di tutta una serie di personaggi intorno a Trump che magari avrebbero potuto portare la sua amministrazione in un’altra direzione.

Si è parlato di una sorta di colpo di Stato interno in salsa neocon…

Evidentemente Trump è ricattabile. E se è ricattabile possono fare di lui quello che vogliono: far perdere pezzi alla sua amministrazione e fargli cambiare linea. È sicuramente la fine delle speranze di chi lo aveva votato affinché l’America si preoccupasse più degli affari interni e meno di esportare la democrazia nel mondo. Le parole dette in campagna elettorale, anche sulla Siria e sulla politica estera, restano sacrosante. Evidentemente erano suggerite da qualcuno che ora è stato fatto fuori.

Ora la situazione internazionale si complica.

Qualcuno prova a giustificare Trump per il fatto che avrebbe prima avvertito la Russia e che, di fatto, si sarebbe trattato di un raid poco più che dimostrativo. Il punto è che con questa sua azione, Trump ha detto al mondo che Assad usa le armi chimiche contro i bambini. Lo ha certificato. Ed è una cosa che è intollerabile. E spero sia tale anche per Putin.

C’è grande attesa per le prossime mosse di Mosca.

Putin in questo momento è diventato il difensore di un “assassino di bambini” (secondo lo schema imposto da Washington), quindi vediamo come si comporterà. O segue Trump, oppure deve dare una risposta di qualche tipo. Quindi a questo punto aspettiamo al varco anche lui.

CasaPound, comunque, resta al fianco della Siria?

CasaPound è, oggi più che mai a fianco della Siria e del governo laico di Assad. La Siria è una nazione araba che combatte il fondamentalismo e combatte il terrorismo. È per questo che siamo con Assad. Nella geopolitica l’unica stella polare è l’interesse nazionale, altrimenti si diventa tifosi di questo o quel personaggio, valga per Putin o per Trump. L’interesse nazionale italiano oggi è fermare il terrorismo, combattere l’Isis, e oggi questo lo sta facendo la Siria di Assad con il sostegno, che speriamo persista, della Russia di Putin. Ecco perché stiamo da quella parte.

 

1 commento

  1. Non entro nel merito dei Potenti della Terra e cioe’ parlare di Putin cui ne conosciamo la storia almeno quella riportateci dai media e, sappiamo idem quella di Trump cui e’ solo verita assoluta cioe’ di un facoltoso Imprendiore arrivato al Potere come ”Presidente Americano” cui, per arrivarci non se’ un Dittatore o un criminale qualunque cosa che ”Potrebbe” di fatto pero’ avvenire in altre tante Nazioni del Mondo ma’, lascio agli sconcertati buonisti e sapientoni della lettura o vittime di inculcamenti altrui cio’ che vogliono di loro pensare e scegliere da che parte stare, una cosa sola e’ certa a tutto e sono le guerre o meglio le bombe chimiche di chi ne fa uso improprio contro l’Umanita ebbene? atteniamoci solo al quanto appena detto cioe’ alle Bombe chimiche di gas o altri veleni cui sprigionano solo morte anche se’ non colpiti direttamente, un crimine che seppur vietato da Tutti nel Mondo dovra’ sempre essere condannato da Tutti se no’ di cosa si parla? facciamola finita con valutazioni cui porterebbero al proprio mulino scusanti inesistenti, chi compie crimini contro L’umanita fosse anche ”Mia Mamma” e’ condannabile a prescindere, punto e stop.

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