Roma, 5 ago – Dl Aiuti bis, un decreto di “proporzioni straordinarie”, dice Mario Draghi. Sebbene sia ben lontana dalla verità questa affermazione (si parla di qualche decina di miliardi che – aggiunti agli “spiccioli” – precedenti, superano a malapena la cinquantina, e per delle emergenze che solo sul fronte bollette ne richiederebbero molti di più), andiamo a vedere in cosa consiste il nuovo pacchetto di sostegni.

Dl Aiuti bis, 17 miliardi

Il Consiglio dei ministri approva il Dl Aiuti bis secondo quanto riportato dall’Ansa. Un sostegno da “15 miliardi, più altri circa due di misure aggiuntive”. Quindi,  “17 miliardi da aggiungere ai circa 35 miliardi” dice il premier Mario Draghi in conferenza stampa. E punta a una crescita che sarà “una grossa percentuale di pil, più di 2 punti percentuali”. “Proporzioni straordinarie”, insiste. Vantandosi dell’appoggio dei cosiddetti “partiti di opposizione”.

Nessuno scostamento di bilancio (come sempre)

“Cresceremo più di Francia e Germania”, promette il premier. Per quello non servirebbe “nessuno scostamento di bilancio“, visto che “l’economia va meglio”. Poi c’è il taglio del cuneo fiscale, che sale al 2% per il secondo semestre, ma si tratta di altri spiccioli, paragonati al carico fiscale generale enorme subito dalle imprese e delle famiglie italiane. Così il ministro dell’Economia Daniele Franco: “Già in legge di bilancio abbiamo ridotto dell’0,8% i contributi sociali, questo abbattimento per il secondo semestre passa al 2%, aggiungiamo un 1,2%. Il taglio del cuneo comporta un onere da 1,2 miliardi, quello per i pensionati circa 1,4-1.5 miliardi. Complessivamente, guardando alle parti scomputabili per le famiglie ci sono circa 5,8 miliardi, 5,5 per le imprese”.

Lo sconto carburanti

L’unico ambito in cui probabilmente il sostegno del governo è giunto a livelli quasi accettabili (perché, invero, sarebbe necessario uno sforzo ulteriore) è lo sconto sui carburanti, con cui l’esecutivo sta “tenendo” artificialmente al di sotto dei 2 euro il prezzo della benzina (il quale, comunque, resta su quotazioni molto alte, all’incirca 1,80 euro al litro nelle ultime settimane). Un costo leggermente più alto di quello che si registrava prima della guerra in Ucraina. Lo sconto è stato prorogato fino al 20 settembre. Ma, per l’appunto, si procede a “proroghe”, in una situazione giocoforza instabile. Sperando durino il più possibile.

Alberto Celletti

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