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Perché dobbiamo tutti continuare a difendere il Giorno del ricordo dalla sinistra anti-italiana

by Andrea Lombardi
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giorno del ricordo

Roma, 11 feb – In occasione del Giorno del ricordo di due anni fa, nel febbraio 2021, scrivevamo di come nel 2004 il centrodestra avesse raggiunto l’obiettivo di porre finalmente in luce la tragedia delle foibe e dell’esodo e dell’istituzionalizzarne la memoria con il Giorno del ricordo, pensando sostanzialmente però che la «missione fosse compiuta», mentre è evidente che uno spazio, una volta occupato, deve essere continuamente presidiato, pena la sua riconquista da parte dell’avversario. 

Uno schiaffo ai giustificazionisti

Va in questo senso la recente risoluzione impegnante il governo ad incrementare le iniziative nelle scuole e al di fuori per trasmettere e conservare la memoria della storia e della tragedia dei nostri confini orientali, presentata dal gruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura della Camera con primo firmatario il capogruppo Alessandro Amorese, e approvato a larghissima maggioranza con il voto favorevole di tutti i gruppi, eccetto il rappresentante di Verdi e Sinistra.

Leggi anche: Cari compagni, giustificare le Foibe non è solo stupido. È anche infame

Questa risoluzione sarà sicuramente utile per fiaccare gli ultimi rigurgiti di giustificazionismo e oscurantismo di una certa sinistra e sue appendici, le quali, dopo decenni di silenzio, tentano ora di stringere il loro cappio censorio e fazioso sulla libera e plurale narrazione storica della nostra nazione – fortunatamente con sempre meno successo, circostanza che fa spesso sprofondare in dichiarazioni tracimanti bile e rabbia repressa i loro esponenti, spalleggiati ormai solo da un carrozzone di dottorandi precari filotitini pubblicati da case editrici accademiche una volta prestigiose, ridotte oggi a editori a pagamento, critici d’arte marxisti caviar riscopertisi tuttologi, e collettivi di Incel Woke.

Difendere il Giorno del ricordo

Tocca infatti ancora aspettare giorni o invano che sinistra, Anpi e Cgil condannino – e spesso con «condanne» piene di pelosi distinguo – i purtroppo ancora frequenti vandalismi degli «Antifa» a targhe e monumenti dedicate ai Martiri delle Foibe, vedere la vicenda tragica di Norma Cossetto, decorata al Merito Civile dal presidente Carlo Azeglio Ciampi, derubricata a «PRETESO (sic) simbolo delle violenze dei partigiani comunisti di Tito», o che le migliaia di italiani infoibati – e decine di migliaia di croati, sloveni e serbi che subirono la stessa sorte in miniere e fosse comuni, che si continuano a scoprire ancora adesso – furono vittime solo di una sorta di vendetta per i «torti fascisti» e non per un lucido piano di consolidamento del potere da parte di Tito con metodi staliniani, ricostruito dalla storiografia più equilibrata in Italia e all’estero, o la storia di quelle terre oculatamente ridotta in senso filoslavo agli anni della «italianizzazione forzata» – che deploriamo, beninteso – del Novecento, ignorando allo stesso tempo la «slavizzazione forzata» in senso anti-italiano degli Asburgo nell’Ottocento, o le radici affondanti sin nei tempi dell’Impero romano via la Repubblica veneta della presenza italiana in Istria e Dalmazia.

Ma, come detto, la strada per una visione plurale, non più soffocata dai dogmi e dal «pensiero unico» di una sinistra ai minimi termini – non solo elettorali – è tracciata ed è percorsa da sempre più italiani, consapevoli certo delle ombre della propria storia, ma che non accettano di ridursi all’odio di sé, e orgogliosi della loro terra e delle sue tradizioni, e degli uomini e donne che nei secoli l’hanno amata.

Andrea Lombardi

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1 commento

Aq 11 Febbraio 2023 - 12:06

La sx è il tumore incurabile dell’Italia.

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