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Roma, 3 feb – “Sono fiducioso che dal confronto con i partiti emerga unità, ringrazio il presidente della Repubblica per la fiducia, scioglierò la riserva al termine delle consultazioni“: così Mario Draghi dopo l’incontro con Mattarella accetta l’incarico di formare un governo. L’ex presidente della Banca centrale europea si è riservato di accettare – formula di prassi – visto che dovrà verificare l’esistenza di una maggioranza in suo favore nei due rami del Parlamento. L’ex numero uno dell’Eurotower è stato chiamato dal capo dello Stato dopo il fallimento delle trattative per formare un nuovo esecutivo giallofucsia. Questo perché Mattarella non ha preso in considerazione la possibilità di sciogliere le Camere e indire nuove elezioni, perché secondo il Presidente andare al voto con la pandemia sarebbe rischioso.

Draghi accetta con riserva: “Vincere la pandemia, rilanciare il Paese”

“E’ un momento difficile, il Presidente ha ricordato la grave crisi sanitaria. C’è la consapevolezza che l’emergenza richiede risposte all’altezza della situazione”, spiega Draghi. “Rispondo positivamente all’appello del Presidente. Vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, rispondere alle esigenze dei cittadini, rilanciare il Paese, sono le sfide con cui dobbiamo confrontarci. Abbiamo a disposizione le risorse straordinarie dell’Unione europea e possiamo fare molto per il futuro del nostro Paese”, fa presente il premier incaricato. “Con grande rispetto mi rivolgerò innanzitutto al Parlamento, espressione della volontà popolare. Fiducioso che dal confronto con i partiti e dal dialogo con le forze sociali emerga unità e una risposta responsabile e positiva all’appello del Presidente. Scioglierò la riserva al termine delle consultazioni”, conclude il premier incaricato nel suo breve comunicato in diretta dal Quirinale.

Al via le consultazioni con i partiti

Ecco quindi le prossime tappe. Draghi ora avvierà una serie di “piccole consultazioni” informali con i rappresentanti dei partiti e dei gruppi parlamentari per sondare il terreno.
In caso di esito negativo, ossia di assenza di una maggioranza stabile e ampia che gli permetta di governare, l’ex banchiere centrale Ue tornerà da Mattarella e gli comunicherà la rinuncia all’incarico. A quel punto il capo dello Stato avrà sostanzialmente due opzioni: affidare l’incarico a qualcun altro; sciogliere le Camere e mandare il Paese al voto anticipato.

Ecco le tappe per formare il governo

In caso di esito positivo, invece, Draghi sottoporrà a Mattarella la lista dei ministri e si dichiarerà pronto a presiedere il nuovo governo. Dopodiché Mattarella dovrà firmare il decreto di nomina e il premier dovrà giurare, assieme ai ministri, nelle sue mani. Entro dieci giorni dal giuramento il governo dovrà presentarsi alle Camere. Draghi allora illustrerà il suo programma per il Paese e si sottoporrà al voto di fiducia.

Adolfo Spezzaferro

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