Roma, 24 feb – La pandemia è finita, ormai lo ripetono tutti e lo sanno pure i sassi. Solo Speranza pare non essersene accorto. Eppure, alla fine la doccia gelata è arrivata pure per lui: con un popolo italiano stremato dalle restrizioni e strozzato dalla crisi economica (che adesso potrebbe persino peggiorare a causa della crisi in Ucraina), Mario Draghi ha deciso di riaprire. «Continueremo a monitorare con attenzione la situazione pandemica, pronti a intervenire in caso di recrudescenze. Ma il nostro obiettivo è riaprire del tutto, al più presto», ha affermato il premier al Teatro del maggio musicale fiorentino.

Draghi boccia la linea dura di Speranza

La data del «tana libera tutti» è sempre la stessa: il 31 marzo. E cioè la scadenza naturale dello stato di emergenza, che Draghi – con grande scorno di Speranza – non intende prolungare. Stando a quanto dichiarato dal presidente del Consiglio, la fase delle riaperture è stata resa possibile «grazie ad una situazione epidemiologica in forte miglioramento e al successo della campagna vaccinale». A fronte di un drastico calo dei ricoveri, pertanto, ci sarebbero tutti i «margini per rimuovere le restrizioni residue alla vita di cittadini e imprese».

Le restrizioni che verranno abolite

La fine dello stato di emergenza implica che il governo e la Protezione civile non potranno più agire con l’investitura di poteri straordinari, che il Cts verrà di fatto smantellato e che, infine, decadrà la carica di commissario all’emergenza. Con buona pace di Speranza, spiega Draghi, a partire dal 1° aprile «non sarà più in vigore il sistema delle zone colorate, le scuole resteranno sempre aperte per tutti, perché saranno eliminate le quarantene da contatto, cesserà ovunque l’obbligo delle mascherine all’aperto e quello delle Ffp2 in classe». Anche Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, fa eco al premier: «Le restrizioni che si basano principalmente su distanza e mascherina e che regolano la nostra quotidianità – ha spiegato – saranno mano a mano asciugate fino ad arrivare a una totale normalità. Toglieremo anche le mascherine al chiuso, ma con intelligenza e guidati dalla scienza. Intanto ridurremo mano a mano i protocolli e le distanze nei ristoranti e nelle palestre».

Ma il green pass al premier piace proprio tanto

Su una cosa però Speranza può gioire: come ha confermato Draghi, il green pass non verrà abolito. Tutt’al più, ha affermato il premier, «metteremo gradualmente fine all’obbligo di utilizzo del certificato verde rafforzato, a partire dalle attività all’aperto, tra cui fiere, sport, feste e spettacoli». La supercazzola, insomma, è servita: via lo stato di emergenza (e il super green pass), ma non il certificato verde. Stesso discorso per l’obbligo vaccinale imposto agli over 50: resterà in vigore almeno fino al 15 giugno. La pandemia è finita, sì, ma la strada per tornare a una vera normalità è ancora lunghissima.

Elena Sempione

La tua mail per essere sempre aggiornato

7 Commenti

  1. ma infatti è una presa in giro.. il GP resta.. allora cosa cambia? Che tolgono il sistema a zone? I vaccinati sono già liberi e anche i guariti.. possono andare in discoteca, ballare e ammassarsi senza mascherina in alcune sale da ballo(guardate le foto e video di alcuni locali su facebook), andare al pub, andare ovunque..
    Togliendo il sistema a zone saranno liberi anche in zona rossa..
    Cambia solo questo.. sai che differenza.. voglio vedere in zona rossa chi va a fare bisboccia.
    E i non vaccinati? Gli viene negato di sedersi a bere qualcosa in un bar al chiuso.. anche in zona bianca! non possono fare quasi niente! per via del pass che non scompare . (stanno discutendo persino se allentarlo all’aperto e alcuni non sono d’accordo! figuriamci al chiuso!)
    In conclusione: per i non benedetti non è cambiato niente di mportante. Chi vi parla di aperture vi prende per il culo.
    Quella di togliere il sistema a zone era una proposta di Bonaccini e Toti che sono ultraprovax e che appunto prevedeva che in cambio rimanesse il pass.. considerando “antiquate” le zone, chiedevano di sostituirle con il solo perdurare del pass, entrambi questi signori. è stata fatta tempo fa.. e anche da altri presidenti di regione, di destra e sinistra, è stata sostenuta. tutti a dire : “Draghi ascoltaci!”. e ora li ha ascoltati.. Ecco perchè non scompare il pass. Mi spiace che la gente abbia la memoria corta e non capisca, spesso, cosa gli succede sotto il naso.
    è il mio parere

  2. Posto che l’Italia è una Repubblica Parlamentare in cui il Primo Ministro conta come il due di coppe quando briscola è bastoni senza Parlamentari paraculi (ex art. 21 Costituzione), visto il parere espresso dal Governo alla seduta della Camera del 24 febbraio 2022 considerato che lo stato di emergenza sarebbe già dovuto cessare il 31 gennaio suggerirei ai miei “rappresentanti” di bocciare egocentriche richieste di mantenere in vita misure dittatoriali oltre il 31 marzo e conseguentemente mandare #Marione a farsi dare in #Covid (sempre e comunque con osservanza ed ex art. 21 Costituzione).

    Morto un Governo se ne fa un altro, morti di fame gli italiani perché non possono lavorare poi chi vi mantiene cari paraculi?

    Pensateci!

  3. Quanta infamia in quei palazzi e su quelle poltrone dorate.. La nostra Russia si chiama mattadraghistan e chissà per quanto si dovrà ancora sopportare la sua odiosa, invasiva presenza.

  4. Marc in carcere sarebbero da continuare a mantenere lo stesso con tutti i costi relativi, strutture, personale carcerario etc..

    Sarebbe meglio appenderli. La pensione ai superstiti è inferiore alla pensione pagata al diretto interessato e i diretti interessati non sarebbero più da mantenere in carcere, sai il risparmio per l’INPS e per il contribuente?

    I proverbiali due piccioni presi con una corda anziché con una fava 😛

Commenta