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Schermata 2016-01-28 alle 14.16.54Roma, 28 gen – “La piazza è di tutti, chiunque è benvenuto, anche CasaPound”. Filippo Savarese, organizzatore del Family Day e portavoce di Generazione Famiglia – Manif pour tous Italia, dà un taglio alle polemiche dei giorni scorsi e spiega chiaramente che la piazza di sabato sarà priva di veti verso chicchessia, CasaPound compresa, dopo che alcune dichiarazioni dei giorni scorsi del portavoce Gandolfini avevano fatto pensare il contrario.



Savarese, quali sono le motivazioni e gli obiettivi che si pone questo Family Day?

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Riaffermare una verità antropologica fondamentale: ovvero che solo l’unione tra un uomo e una donna possa dare un papà e una mamma a dei bambini. Questa è una battaglia per i diritti dei più deboli, per non entrare nel circolo tremendo del mercato dei figli e dell’utero in affitto. C’è molto di più rispetto a un mero dibattito politico o partitico. È la riaffermazione e la difesa di una verità elementare dell’uomo.

Quanti sarete al Circo Massimo?

Almeno il doppio rispetto all’appuntamento di piazza San Giovanni del 20 giugno scorso. Non abbiamo ancora il calcolo preciso di tutti i pullman e di tutte le adesioni, ma posso dire che forse il Circo Massimo non basterà. Saremo più di un milione, senza dubbio.

Più di un milione?

Sì sì, senza dubbio. Stiamo avendo adesioni incredibili, da tutta Italia e tutti i territori, ci sono pullman, treni speciali, chi viene in aereo, in nave. C’è una mobilitazione straordinaria proprio perché si è andati oltre al dibattito strettamente politico, una visione sull’uomo è in ballo e ci sono consensi trasversali, hanno addirittura aderito ortodossi e musulmani, oltre ad atei e persone che non hanno a che fare con la religione.

Esiste un atteggiamento oscurantista e discriminatorio da parte del mondo gay nei confronti di chi si oppone al Ddl Cirinnà e più in generale all’acquisizione di diritti da parte delle coppie omosessuali?

Assolutamente sì, noi in questi anni siamo fatti oggetto di una grandissima discriminazione da parte di queste associazioni Lgbt, quasi sempre politicizzate. Basti pensare alle pressioni che hanno subito persone che si sono espresse su questi temi, come Barilla o al boicottaggio e alle polemiche nei confronti di Italo. C’è un’intolleranza di fondo per cui chi la pensa diversamente non ha neanche il diritto di dirlo.

Tra le adesioni al Family Day quella che ha suscitato più polemiche è quella di CasaPound. Alcuni degli organizzatori hanno detto che non sono graditi in piazza. Esiste quindi un divieto per loro?

No, la piazza è di tutti, è aperta a tutti i cittadini italiani che sono d’accordo con le nostre posizioni, qualsiasi siano le loro opinioni politiche o religiose. Chiunque viene è benvenuto, in quanto cittadino di questo Stato, in quanto padre, madre o figlio. Nessuna etichettatura e nessun divieto, assolutamente. Credo che l’intervista di Gandolfini sia stata esasperata dal giornalista, lui voleva dire che tutti possono partecipare ma che nessuno deve politicizzare la manifestazione. Chi partecipa deve condividere i principi e gli obiettivi del Family Day. Questo è stato chiesto a tutti, non solo a chi aderisce a CasaPound.

Giuliano Lebelli

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