Roma, 11 feb – “Io federatore del centro? Lo escludo“: così Mario Draghi in conferenza stampa dopo il Cdm che ha approvato la riforma della giustizia. “Tanti politici mi candidano in tanti posti, mostrando una sollecitudine straordinaria. Vorrei rassicurare che se decidessi di trovare un lavoro dopo questa esperienza, un lavoro lo troverei da solo…“. Il premier scherza respingendo però le avance dei centristi, che scalpitano all’idea di schierarsi con Draghi alle politiche. E chiarisce più volte che il suo orizzonte è quello immediato. Poi un’altra notizia: “La squadra di governo è efficiente e va avanti“. Quindi non c’è alcun rimpasto in vista.

Draghi esclude di fare il federatore del centro e si concentra sul governo

Lo escludo, chiuso, sono stato chiaro?“, ribadisce Draghi con durezza a chi gli chiede ancora di un possibile futuro politico. L’ultimo anno del suo mandato di presidente del Consiglio poi lo vede “in maniera relativamente chiara”. “Il dovere del governo è proseguire e affrontare sfide importanti per gli italiani che sono quella immediata del caro energia. Quella meno immediata ma preoccupante che è l’inflazione che sta aggredendo il potere acquisto dei lavoratori ed erodendo, anche se per ora non si vede. La competitività delle imprese. C’è poi l’uscita dalla pandemia e poi il Pnrr che sta andando molto bene“, sostiene convinto.

La riforma della giustizia

Ma sul tavolo del confronto c’è soprattutto la questione giustizia, su cui la maggioranza ha trovato la quadra con non poche difficoltà. In Cdm c’è stata una “discussione ricchissima e condivisa”, assicura Draghi in apertura di conferenza stampa. E ci sarà un “pieno coinvolgimento delle forze politiche nel rispetto dei tempi: niente tentativi di imporre la fiducia”, precisa il premier. Sarà data quindi “priorità assoluta in Parlamento al voto per approvare le nuove regole”, aggiunge. Una “riforma ineludibile“, la definisce il ministro della Giustizia Marta Cartabia, ineludibile sia per la scadenza degli incarichi del Csm sia per ripristinare la fiducia nei confronti della magistratura. Una giustizia dai tempi certi, rapida, favorisce anche l’afflusso degli investimenti stranieri, aggiunge Draghi.

Adolfo Spezzaferro

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5 Commenti

  1. Sono sopratutto le banche e finanziarie estere a volere una giustizia veloce in Italia.Giustizia in grado di espropriare subito i beni di persone e aziende indebitate e con la speranza(degli affaristi) che dia sempre e velocemente ragione ai vili affaristi stranieri.
    Draghi poi fà il fico e dice che un lavoro se lo trova da solo! Glielo trovano gli amici della grande finanza, riconoscienti per i servizi da lui resi nelle privatizzazioni delle ottime aziende pubbliche, banche nazionali comprese,svendute a 2 lire a fondi stranieri.Se non si fosse prestato al gioco, oggi per limiti di età probabilmente non lo prenderebbero nemmeno a fare il cassiere in banca.
    E continua a parlare di afflusso di investimenti stranieri, visto che hanno svenduto anche la banca d’italia, che fino al 1982 era obbligata a creare il denaro necessario a sottoscrivere i buoni del tesoro non sottoscritti dai risparmiatori italiani.Creando il nostro denaro, non dovevamo sottostare agli usurai stranieri come oggi per il reperimento di capitali.Non stupisce il silenzio dei molti media servi delle elites su questo aspetto.

  2. Con una cravatta del genere non ci si candida alla guida del paese che ha il primato artistico nel mondo.

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