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Roma, 2 mag – Come era ampiamente prevedibile, i giallofucsia attaccano la Rai per aver provato a censurare Fedez al concertone del primo maggio e ripartono alla carica con il ddl Zan, mentre Salvini minimizza: “Polemica tutta interna alla sinistra”. All’indomani del discorso del rapper dal palco del concertone – con cui il marito della Ferragni ha attaccato la Lega sul ddl Zan – Pd e M5S chiedono spiegazioni e scuse dalla Rai e si stracciano le vesti per la censura (che poi non c’è stata, in realtà). Da Zingaretti a Di Maio, passando per Conte e la Raggi, tutti protestano per la tv pubblica che vuole imbavagliare il libero pensiero degli artisti e ribadiscono l’urgenza di sbloccare il ddl Zan, incardinato in commissione Giustizia al Senato.



Lo scontro Fedez-Rai e i giallofucsia che si stracciano le vesti

Insomma, se l’obiettivo – come è plausibile che sia – era quello di rilanciare il ddl Zan, con tutto il polverone alzato da Fedez, megafono (con l’autotune) della sinistra arcobaleno e della rediviva coalizione giallofucsia, anche la polemica sulla Rai appare chiaramente strumentale. Anché perché, come fatto presente dal centrodestra, i dirigenti della terza rete sono stati piazzati lì proprio dai giallofucsia. Come è noto, Fedez ha postato sui social un video che proverebbe che la Rai ha provato a censurarlo in occasione del suo intervento al concertone di ieri. Video poi risultato tagliato, visto che la Rai – pubblicando il testo completo del colloquio telefonico – ha chiarito che la vicedirettrice di Rai3 Capitani non ha mai parlato di censura. Ma ormai il caso era già scoppiato.

Salvini: “Artisti di sinistra, ‘censori’ di sinistra, polemica tutta interna alla sinistra”

Per il leader della Lega si tratta di una polemica tutta interna alla sinistra. “Fedez e Rai 3, polemica tutta interna alla sinistra. Artista di sinistra, “censori” di sinistra. Viva la musica e la libertà. Aspettiamo che qualcuno paghi e si dimetta. P.s. L’interlocutrice Rai registrata da Fedez era portavoce di Veltroni, sindaco Pd di Roma“. Così Salvini su Twitter fa presente chi è la Capitani.

Letta ringrazia Fedez e rilancia ius soli e ddl Zan

“Ci aspettiamo parole chiare dalla Rai – attacca Enrico Letta – di scuse e di chiarimento. Poi voglio ringraziare Fedez, le sue parole forti che condividiamo in pieno, rendono possibile rompere un tabù, cioè che non si può parlare di diritti perché siamo in pandemia. Occuparsi di pandemia non vuol dire che non si possono fare battaglie per i diritti, lo ius soli, il ddl Zan“. Come da copione, il segretario del Pd rivendica con orgoglio che Zan è un deputato dem e che il suo partito non mollerà sulla legge contro l’omotransfobia.

Pd e M5S schierati con Fedez

“Fedez è stato un grande e ha ragione. Bisogna ripartire dal lavoro, dal sostegno a chi è rimasto indietro e dai diritti di tutti”. Così il sindaco uscente di Roma, Virginia Raggi, su Twitter, si accoda al tripudio giallofucsia per il monologo del rapper. “La musica è libertà, trasmette emozioni e ci aiuta a comprendere, analizzare, maturare. Penso che il rispetto sia la cosa più importante e stia alla base di tutto, significa saper accettare le critiche e le idee diverse dalle nostre. E un Paese democratico non può accettare alcuna forma di censura”. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri M5S Luigi Di Maio. “Io sto con Fedez. Nessuna censura”. Così l’ex premier Giuseppe Conte su Twitter.

Attacco alla Rai: il cortocircuito della sinistra

A sottolineare il cortocircuito della sinistra nell’attacco alla Rai è anche Daniela Santanchè di Fratelli d’Italia. “Che la sinistra italiana sia in crisi di identità e di idee è cosa nota ai più. E da molto tempo. Infatti i simulacri votivi della gauche caviar sono passati in modo terrificante da Paolini a Fedez e Ferragni, dall’Olimpo del pensiero al buco della serratura. Non stupisce quindi che ci sia indignazione verso chi avrebbe avuto in animo di censurare il ‘filosofo’ tatuato”, dice.

Santanchè: “Paradosso, terza rete sempre governata dalla sinistra”

“Eppure – sottolinea – il paradosso c’è perché la patria della sinistra italiana in Rai, cioè la terza rete che per anni ha ospitato Telekabul, è sempre stata governata dalla sinistra e negli ultimi tempi dalla sinistra con qualche venatura grillina“. “Ecco perché – fa presente la senatrice FdI – nel momento in cui la sinistra italiana ha perso la sua vocazione storica e si disinteressa da troppo tempo del lavoro e dei lavoratori suona come una beffa il comunicatificio a sostegno di Fedez e contro la dirigenza Rai nominata proprio dalla sinistra. Una sorta di autocannibalismo ideologico”. “Parlamentari di sinistra – conclude – che invocano a gran voce le dimissioni dei loro uomini e donne in Rai piazzati dalla sinistra! Complimenti! Un capolavoro di intelligenza politica”.

Adolfo Spezzaferro



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