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berlusconiRoma, 2 feb – Il giudice di sorveglianza di Milano fa uno sconto a Silvio Berlusconi. Il magistrato Beatrice Crosti ha dato il suo assenso alla richiesta di liberazione anticipata che gli avvocati dell’ex Cavaliere avevano depositato qualche settimana fa.

Lo sconto di 45 giorni, dunque, è stato approvato e farà terminare l’8 marzo il periodo di affidamento in prova ai servizi sociali che Berlusconi sta scontando dopo la condanna definitiva per il caso Mediaset. Dopo quella data, Berlusconi potrà smettere di recarsi ogni venerdì mattina alla Sacra Famiglia, la casa di cura di Cesano Boscone presso cui presta assistenza agli anziani.

Il pm, mostrando una concezione della giustizia vendicativa e quasi feudale, aveva fatto notare che l’ex premier, condannato a 4 anni per frode fiscale di cui tre condonati grazie all’indulto, non aveva rispettato la prescrizione di evitare gli attacchi alla magistratura e per questo doveva scontare la sua pena fino all’ultimo giorno.

Secondo la Procura di Milano non meritava lo sconto di un mese e mezzo, ma doveva espiare l’intero anno di affidamento in prova ai servizi sociali. Il giudce di sorveglianza ha tuttavia ritenuto che, a parte quando attaccò i giudici di Napoli durante la sua testimonianza nel processo a carico di Valter Lavitola sulla vicenda degli appalti a Panama, Berlusconi si sia nel complesso comportato bene.

Il leader di Forza Italia chiude così il capitolo giudiziario relativo al processo sui diritti tv che si era concluso nell’agosto 2013 con una condanna definitiva a 4 anni, di cui 3 indultati. Ma resta, comunque, incandidabile per via della legge Severino. Il Tribunale di sorveglianza ha quindi valutato come quasi terminato il percorso rieducativo sulla base delle relazioni positive rilasciate dall’Uepe (ufficio esecuzione penale esterna) e dai carabinieri.

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