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Roma, 2 ott – “Non c’è un dollaro, un fiorino, un rublo, io non ho mai visto o chiesto un euro. Possono fare e pubblicare tutti i disegnini che vogliono, aspettiamo che si chiuda l’inchiesta, che è aperta da più di un anno”. Così Matteo Salvini risponde a chi gli chiedeva un commento alle ultime indiscrezioni sul caso dei presunti fondi occulti russi alla Lega. “Parliamo di cose serie, questa non è una cosa seria“, taglia corto il leader della Lega. Il “disegnino” a cui si riferisce Salvini sarebbe uno schema, scritto a mano, su come 65 milioni di dollari sarebbero dovuti entrare nelle casse della Lega nell’ambito del presunto accordo con i russi.

La ricostruzione di Repubblica

Secondo Repubblica, il foglio sarebbe stato scritto dall’avvocato Gianluca Meranda, presente insieme al consigliere per la Russia di Salvini, Gianluca Savoini, e al consulente bancario Francesco Vannucci, all’ormai celebre incontro nell’hotel Metropol di Mosca. Lo scorso 18 ottobre, i tre italiani avrebbero incontrato tre funzionari russi per discutere della compravendita di gasolio russo scontato, per poter destinare il margine di 65 milioni di dollari alla campagna elettorale della Lega. Questo sempre in base al fantomatico file audio pubblicato dalla testata Usa Buzzfeed. Dal canto suo, la Lega ha sempre rigettato ogni accusa smentendo la ricostruzione dei fatti.

Adolfo Spezzaferro

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