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Roma, 21 dic – Dario Franceschini minaccia Matteo Renzi: in caso di crisi di governo si andrebbe a votare. Dopo il ministro per gli Affari regionali Boccia, anche il titolare ai Beni culturali e capo delegazione del Pd nella maggioranza giallofucsia avverte il leader di Italia Viva. Se davvero dovesse andare fino in fondo, questa volta, non ci sarà un terzo governo: “Se si aprisse la crisi, tanto varrebbe andare a votare. Conte contro Salvini e ce la giochiamo“, dice Franceschini. Immediata la replica di Iv: “Non decide lui, ma il Quirinale“.



Franceschini contro Renzi: “A lui non frega niente del Conte 3 o del Draghi 1”

Secondo un retroscena del Corriere della Sera, il capo delegazione dem è convinto che quello di Renzi stavolta potrebbe non essere il solito penultimatum. Perché – è il ragionamento di Franceschini – secondo il senatore di Rignano la legislatura sarebbe blindata dall’elezione del presidente della Repubblica. Renzi ritiene che nessuno tra i giallofucsia intenda consegnare il Quirinale a un candidato espresso dal centrodestra, in caso di vittoria alle elezioni. Tuttavia, obietta il dem, la coalizione di governo e le forze di opposizione sono in sostanziale parità. Ecco perché, in un tale scenario, le truppe cammellate di Renzi farebbero la differenza. “A lui non frega niente del Conte 3 o del Draghi 1“, se si aprisse la crisi – secondo il dirigente dem – il leader di Italia Viva sarebbe l’ago della bilancia e farebbe “ballare tutti”.

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Il ministro dem: “Meglio il voto, con una coalizione senza Iv”

In ogni caso, ritiene Franceschini, l’esito della crisi sarebbe “incerto”, la situazione “potrebbe solo peggiorare” e il sistema finirebbe nel “pantano”. Dunque meglio il voto, con una coalizione composta da M5S, Pd, una lista di sinistra “e una lista Conte”. Iv non figurerebbe nella coalizione, “perché chi ha provocato la crisi poi non potrebbe pensare di stare con noi“. Uno scenario terribile per il piccolo partito di Renzi. Per il ministro dem, inoltre, Conte “avrebbe ancora una certa presa sull’opinione pubblica, si presenterebbe come la vittima di un complotto di Palazzo”, ossia quello di Renzi. In tal modo, dando tutta la colpa al leader di IV, Conte “potrebbe conquistare voti al centro, senza prenderne al Pd e a M5S. Perciò andrebbe sfruttato il suo valore aggiunto, perché potrebbe vincere”.

Nobili (Iv): “Compete al Quirinale cosa si fa in caso di crisi”

Per il renziano Luciano Nobili, “il Pd è pieno di contraddizioni e di persone che la pensano in modo diverso. Le ricostruzioni che ho letto di Franceschini spero non siano vere, perché compete al Quirinale decidere cosa si fa e cosa no in caso di crisi di governo“. Ai microfoni di L’Italia s’è desta su Radio Cusano Campus, il deputato di Iv ricorda che “in caso di crisi, il presidente della Repubblica verificherebbe se esiste un’altra maggioranza in Parlamento e secondo me si troverebbe perché nessuno vorrebbe andare al voto“. Impressione più che fondata, soprattutto nel caso del Movimento 5 Stelle. Poi la bordata: “Le ragioni per cui abbiamo fatto nascere questo governo non ci sono più. Non abbiamo negato i pieni poteri a Salvini per darli Conte. O si fa un nuovo patto di governo oppure lasciamo perdere se dobbiamo tirare a campare“, è l’avvertimento di Nobili.

Rosato (Iv): “Premier ha sciupato la fiducia”

Al di là di quello che dice Franceschini – che rientra nella logica della contrattazione politica – per il renziano Ettore Rosato è un problema di fiducia: “Il premier l’ha sciupata. Bisogna ricostruirla – dice a Sky Tg24 -. Questo problema o lo risolve il premier o per noi questo governo è finito”. E secondo il coordinatore di Italia Viva, il malcontento si respirerebbe anche negli altri partiti. “Gli altri partner di governo sono d’accordo con noi. Anche i ministri del M5S non hanno apprezzato che il premier abbia mandato la ripartizione dei 210 miliardi del Recovery Fund alle due del mattino senza discuterne con nessuno, secretando i progetti, per approvarli alle nove in Consiglio dei ministri. Questo ha fatto cadere la nostra fiducia”, dice.

“Conte è arrogante, serve collegialità non un uomo solo al comando”

Quella di Conte “è arroganza. C’è un’azione di un governo non trasparente che noi non sosterremo mai. Abbiamo fatto tante task force e stati generali inutili: c’è stato tempo perso”. Rosato va avanti a testa bassa: “Serve collegialità, non un uomo solo al comando. Questo Paese non li ha mai sopportati gli uomini soli al comando“. L’alternativa sono le dimissioni del partito dal governo: “Le dimissioni dei ministri non le ha pronte Renzi, ma le hanno pronte le ministre”, conclude.

Il leader di Iv dal canto suo oggi riparte in quarta con il Mes sanitario, ripetendo che va subito richiesto vista la situazione della pandemia. Un modo per mettere Conte con le spalle al muro, visto che il M5S di Mes non ne vuole sapere.

Adolfo Spezzaferro

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