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Roma, 30 set – Non sarà per sempre, forse, ma un anno di green pass è dietro l’angolo. Almeno a giudicare da quanto intende fare la Francia, che ultimamente seguiamo pedissequamente quando non andrebbe seguita e ignoriamo quando dovremmo prendere esempio. L’implicito riferimento a certificati verdi e sottomarini è puramente indicativo.



La Francia punta al green pass fino all’estate 2022

Il governo di Parigi sta valutando “la possibilità di far ricorso” al green pass fino all’estate 2022. E non è un’ipotesi campata in aria, è quanto dichiarato da Gabriel Attal, portavoce dell’esecutivo guidato da Macron. Il progetto al riguardo c’è già e verrà presentato al Consiglio dei ministri transalpino il prossimo 13 ottobre.

Una direzione ostinata e contraria rispetto a quella di altre nazioni europee, si vedano i casi di Danimarca, Norvegia e Portogallo. Perché dalle parti dell’Eliseo la parola d’ordine è “prudenza”, la stessa sovente ripetuta dal ministro Speranza e che ammanta di bontà qualsivoglia misura restrittiva. “Abbiamo motivi per essere ottimisti”, dice infatti Attal rispetto alla fine della quarta ondata di Covid. D’altronde i “casi giornalieri” sono “diminuiti del 23% in una settimana”. Però “gli ultimi 18 mesi ci hanno mostrato che bisogna essere prudenti. Servono strumenti ancora per molti mesi in modo da poter ricorrere, se necessario, a mezzi per proteggere i francesi”, aggiunge.

Draghi seguirà di nuovo Macron?

Occhio allora alle tempistiche, perché in Francia il provvedimento che ha introdotto il green pass scade il 15 novembre – un mese e mezzo prima che in Italia – e il Parlamento dovrà pronunciarsi sull’eventuale proroga. Il governo francese mette quindi le mani avanti, ma visti i precedenti potrebbe essere seguito a ruota da quello italiano nelle prossime settimane. Stavolta però l’esecutivo guidato da Draghi ha un problema: lo stato di emergenza che ha consentito l’introduzione del green pass scade il 31 dicembre 2021 e al massimo potrà essere prorogato fino al 31 gennaio 2022 e dunque l’estate è lontana. Questo, è bene ribadirlo, non esclude affatto decreti ad hoc per estendere o riscrivere ex novo una misura.

Leggi anche: Stato di emergenza, quanto dura davvero e cosa può succedere dopo

E’ semmai molto difficile che il governo italiano, al contrario di quello francese, scopra le carte prima del periodo natalizio.

Eugenio Palazzini



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1 commento

  1. Se qualcuno smette di fare il paraculo (ex art. 21 Costituzione) predicando bene ma razzolando male credo che #Marione non abbia molte speranze di successo.

    In Francia non è mica necessario andarci e poi se in Francia si stesse veramente bene Enrico Letta non credo sarebbe tornato in Italia 😛

    Perché seguire l’esempio di un paese in cui si sta peggio che in Italia? 😀

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