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Roma, 20 ago – Spunta un altro parlamentare tra i furbetti del bonus. Un nome saltato fuori oggi da una nota della Lega: “Dopo aver ascoltato e verificato la posizione, come per i precedenti casi, è stato preso il provvedimento della sospensione per la senatrice Marzia Casolati“. Il capogruppo leghista al Senato, Massimiliano Romeo, ha fatto sapere che la senatrice “ha percepito il contributo di 1.500 euro dalla Regione Piemonte come previsto per le attività imprenditoriali costrette alla chiusura per il lockdown”. Lo stesso Romeo ha precisato che il bonus regionale è stato richiesto dalla Casolati lecitamente ed “è stato già da tempo completamente restituito“.

Ma “non è opportuno che parlamentari accedano a questo tipo di sussidio” e “il provvedimento è stato già accettato e condiviso dalla diretta interessata”. Inopportuno e del tutto inaccettabile, peccato solo che i nomi della gran parte dei politici che ne hanno fatto richiesta non siano ancora saltati fuori. Inizialmente si parlava di circa 2mila esponenti dei vari partiti, tra amministratori locali e parlamentari, eppure appena una manciata di questi sono stati “smascherati” o hanno deciso di autodenunciarsi.

Chi è Marzia Casolati?

La senatrice leghista sospesa oggi dal partito è una 50enne di Torino, città in cui vive e ha un negozio di oreficeria. Aderì alla Lega 28 anni fa e negli anni passati ha ricoperto diversi incarichi. Eletta in consiglio comunale nel 1993, vi è rimasta fino al 2001. Nel 2018 è entrata in Senato e fa parte della commissione Politiche europee, di quella d’inchiesta sul femminicidio e di quella straordinaria sui diritti umani. Stando alla documentazione patrimoniale fornita dal senato, nel 2019 aveva dichiarato un reddito totale di 101.314 euro. Con una tale cifra come avrebbe potuto evitare di richiedere un bonus da 1.500 euro? Siamo ironici, ovviamente.

Eugenio Palazzini

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