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Roma, 7 mag – Le regione del Nord si stanno compattando sul fronte della ripresa anticipata rispetto ai tempi previsti dal governo, tra l’altro piuttosto incerti e confusi. Non c’è una lettura comune, ma dopo Emilia-Romagna, Liguria e Veneto, anche il Friuli Venezia Giulia adesso chiede a gran voce riaperture prima del 18 maggio. “Andrò alla Conferenza delle Regioni e porterò la posizione della Regione Friuli Venezia Giulia, ovvero la riapertura l’11 maggio del commercio e il 18 maggio delle restanti attività, come servizi alla persona, se servono ulteriori approfondimenti”, ha dichiarato oggi il governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga, durante una conferenza stampa a Trieste.

Nessuno, compreso Fedriga, chiede un tana libera tutti. Ma il pressing sul premier Conte si fa sempre più insistente, perché se nessuno intende bruciare i tempi violando i protocolli nazionali per la sicurezza, aumentano le voci di chi non intende attendere ancora per riavviare il motore economico. Inizia insomma a prevalere la consapevolezza che il lockdown rischia di affossare del tutto il mondo del lavoro, da quello imprenditoriale al commercio (l’uno intrinsecamente legato al buon andamento dell’altro). Chiaro è che riaprire le attività indicate dal presidente del Friuli Venezia Giulia significherebbe premere subito sull’acceleratore, perché all’11 maggio mancano appena quattro giorni.

Il modello tedesco

Eppure la sensazione è che si debba tenere di conto anche delle ore che passano, poiché il blocco coatto provoca danni a catena in brevissimo tempo. “Si tratta di una proposta di buon senso – ha detto Fedriga – la riapertura non può essere uno scontro tra istituzioni ma una collaborazione”. Questa proposta “non vuole essere provocatoria, ma responsabile”, ha specificato il governatore leghista. “Il mio scopo – ha detto ancora – è dare risposte, non voglio andare allo scontro, ma trovare soluzioni”. Anche sulla riapertura dei centri commerciali, Fedriga si dice possibilista:” Se ci sono delle regole chi le rispetta può aprire, si dovrà organizzare in modo differenziato rispetto alla tipologia” della propria attività.

In generale, anche se non ci sono ammissioni a riguardo, le regioni del Nord Italia sembrano seguire il modello apripista tedesco. Il governo di Angela Merkel ha difatti trovato un accordo con i governatori dei Lander per ripartire da subito senza troppi distinguo, almeno per quanto riguarda imprese e commercio. Non a caso in Germania, pur ribadendo la necessità di mantenere distanziamento sociale e protocolli di sicurezza specifici, non ci sono stati troppi malumori delle istituzioni locali.

Eugenio Palazzini

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