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Roma, 25 apr – Insostenibile, ingestibile, inaccettabile. E adesso traballante. Il coprifuoco non sta in piedi e iniziano ad accorgersene anche agli strenui difensori di una misura restrittiva che si fa sempre più assurda con il passare delle ore. Così anche il ministro per agli Affari regionali, Mariastella Gelmini, è costretta ad ammettere le difficoltà che si presenteranno a partire da domani.

Coprifuoco, il ministro Gelmini: “Nessuna sanzione a chi rientra dal ristorante dopo le 22”

“C’è stata qualche polemica sul coprifuoco e sulla difficoltà per i ristoratori ad erogare i propri servizi la sera. Ma voglio chiarire un punto: chi va a cena fuori può stare tranquillamente seduto al tavolo fino alle 22 e poi, una volta uscito dal locale, far ritorno a casa senza alcun rischio di ricevere sanzioni“. E’ quanto dichiarato dalla Gelmini in un’intervista rilasciata al Messaggero. Ma che gentil concessione. Eppure il ministro, pur sapendo bene che il coprifuoco non può reggere, continua prendere tempo.

“I dati dei contagi stanno migliorando costantemente e la campagna vaccinale è entrata nel vivo, se continua il trend positivo a metà maggio si cambia il coprifuoco e il nostro obiettivo è quello di abolirlo – dice il ministro – Dal 1° giugno vogliamo i ristoranti al chiuso aperti anche a cena, vogliamo che riparta il settore del wedding e va risolto l’incidente sui centri commerciali che devono poter aprire anche durante i week end”. In realtà sono tutti “incidenti” causati dalle scelte del governo, di cui la Gelmini fa parte.

“Si poteva fare di più, ma…”

Si poteva fare di più, ma qualcuno voleva fare molto di meno. Le riaperture – dice ancora il ministro – sono una vittoria per gli italiani. Quasi tutta Italia è in zona gialla, i nostri ragazzi tornano a scuola, ripartono tante attività economiche”. Poi la Gelmini replica così a Salvini: “Tutti vogliamo riaprire il prima possibile. Con lo scorso governo l’eccessivo rigorismo ha creato situazione complicate per il Paese. Adesso stiamo lentamente riportando l’Italia alla normalità. Ma tutto deve essere graduale, il virus è ancora tra di noi e non possiamo correre il rischio di sciupare il buon lavoro fatto sinora”. Il problema, e anche questo la Gelmini dovrebbe saperlo bene, è che l’economica italiana è sull’orlo del baratro. Dunque le chiusure non sono più sostenibili.

Alessandro Della Guglia

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