Roma, 23 ott – Oggi è il giorno di Giuseppe Conte al Copasir sul Russiagate. Il presidente del Consiglio in audizione al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica chiarirà la vicenda degli incontri del ministro Usa della Giustizia, William Barr, con i nostri servizi segreti. Una spy story quanto meno oscura di cui finalmente Conte inizierà a rispondere. Infatti non si esclude affatto che quella di oggi non sarà l’unica audizione. Il presidente dell’organismo, il leghista Raffaele Volpi (questa carica per tradizione va all’opposizione), chiederà il motivo per cui gli altri ministri non sono stati informati dei colloqui di Barr e del procuratore federale John Durham sulle ingerenze russe nella campagna presidenziale Usa del 2016. E la Lega accuserà il premier di aver esposto i nostri servizi in una vicenda che potrebbe portare i Democratici a chiedere la convocazione degli 007. Il leader del Carroccio, Matteo Salvini è stato chiaro, dall’audizione del premier si aspetta “la verità. Non so se è troppo aspettarsela, ma la verità”.

Zingaretti: “Nessuno sconto”

La posizione di Conte è nota da settimane: ha chiesto lui al presidente del Copasir di riferire sulla vicenda. E ora gli occhi sono tutti puntati su di lui, anche nella maggioranza giallofucsia. “Deve spiegare, è un tema serio, delicato e complesso. Aspettiamo l’audizione, ci potrebbero essere importanti implicazioni internazionali“, ha sottolineato il ministro per le politiche giovanili e lo sport, il 5 Stelle Vincenzo Spadafora. Il Movimento 5 Stelle si fida dell’azione del premier, punta a far sì che la spy story Italia-Usa non sia strumentalizzata in campagna elettorale, ma non farà sconti qualora dovessero esserci dei risvolti importanti. E sulla stessa lunghezza d’onda si sono schierati anche i renziani, con il leader di Italia Viva che nelle settimane scorse aveva invitato Conte a lasciare la delega dei Servizi. Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, pur apprezzando la disponibilità a collaborare e a far chiarezza del premier, attacca: “Ascolteremo, ma non gli faremo sconti“. Ed ha aggiunto: “Noi da subito abbiamo chiesto che Conte riferisse nella sede appropriata e appena si è insediato il nuovo presidente del Copasir si è subito trovata la data. Ascolteremo ciò che il premier dirà prima di dare una valutazione“. Conte nelle ultime ore ha parlato dell’audizione facendo intendere che non si sottrarrà affatto alle richieste che verranno avanzate: “Sicuramente dopo mi sentirò più libero di parlarne, ora lasciatemi il tempo per programmare il confronto con voi, ma sono disponibile a farlo subito”.

Una spy story piena di misteri

Il premier è atteso alle 15 a Palazzo San Macuto. Il capo del governo giallofucsia dovrà fornire la sua versione dei fatti riguardo al ruolo svolto nelle indagini Usa sul Russiagate e sul suo aver acconsentito al ministro Usa Barr di incontrarsi con i vertici dei servizi segreti italiani. A Conte verranno chieste informazioni sui due incontri tra Barr e Gennaro Vecchione, capo del Dis, cioè il dipartimento che coordina l’intelligence, Mario Parente e il generale Luciano Carta, rispettivamente al vertice di Aisi e Aise, i servizi segreti interni ed esterni. Nell’arco della seconda visita di Barr a Roma, il ministro Usa ha avuto anche modo di ascoltare la registrazione della deposizione del misterioso professore maltese che frequentava la Link University, Joseph Mifsud, dopo che questo aveva chiesto protezione alla polizia italiana. L’uomo ha fatto perdere le sue tracce dal 2018 ed è ricercato dal governo Usa per i contatti avuti con George Papadopoulos, consigliere della campagna elettorale del presidente Trump. Fu Papadopoulos infatti a segnalare per primo l’esistenza di mail “compromettenti” in mano ai russi e riguardanti l’allora candidata Dem alla Casa Bianca, Hillary Clinton. Per l’amministrazione Usa Mifsud potrebbe essere una spia. E a quanto pare il governo italiano avrebbe consegnato agli americani due cellulari appartenuti al misterioso professore maltese che potrebbero fare luce sui rapporti tra quest’ultimo, l’intelligence italiana e europea e anche l’Fbi.

Adolfo Spezzaferro

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