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Roma, 6 dic – Arriva un ulteriore giro di vite sul Natale, con controlli a tappeto sulle strade che verranno effettuati da 70 mila agenti. L’annuncio arriva dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. “Ci saranno forze polizia in numero elevato, circa 70mila unità, che saranno addette a questo tipo di controllo”. Così a Sky Tg24 la titolare del Viminale anticipa come saranno i controlli per tenere gli italiani tappati in casa durante le festività natalizie. “Sicuramente faremo dei controlli più incisivi alle frontiere e negli aeroporti per chi entra e chi esce – precisa -. Dobbiamo stare davvero attenti perché l’esperienza di quest’estate non è stata un’esperienza positiva. Dobbiamo evitare una terza ondata“.

La circolare ai prefetti per i controlli sugli spostamenti

Intanto è stata diramata ai prefetti la circolare firmata da Bruno Frattasi, capo di Gabinetto della Lamorgese, con cui si dispongono “controlli mirati per evitare gli affollamenti e vigilanza su autostrade e stazioni prima delle festività“. A tal fine, si raccomandano “in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, mirati servizi di controllo del territorio, specie in prossimità delle festività natalizie”. Il tutto “dedicando particolare attenzione alle aree di maggiore affollamento, in cui si possono verificare fenomeni di inosservanza, anche involontaria, delle misure di distanziamento interpersonale”. La circolare prevede di “sensibilizzare tutti gli attori della sicurezza urbana coinvolti nel dispositivo di controllo, tenuto conto della necessità di rafforzare le risorse in campo in ragione della maggiore gravosità dell’impegno”.

Strade e rete dei trasporti sotto controllo

In sostanza, vanno dislocate tutte le unità necessarie per impedire assembramenti in città e che nessuno violi i divieti del Dpcm del 3 dicembre, che riguardano gli spostamenti tra regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio e, tra i comuni, nelle giornate di Natale, Santo Stefano e Capodanno. Lo dice chiaramente la circolare del Viminale: “Attenzione andrà rivolta ai controlli da effettuarsi sulle principali arterie di traffico e sui vari nodi delle reti di trasporto, in considerazione, soprattutto, degli spostamenti conseguenti alle particolari restrizioni previste dal comma 4 dell’art.1 del Dpcm”.

Le Faq del governo sulle eccezioni al divieto di spostamento

Uniche eccezioni per gli spostamenti, le comprovate esigenze di lavoro, salute e necessità. “Si evidenzia che tra le situazioni di necessità, per le quali resta fermo l’uso del modulo di autodichiarazione, può farsi rientrare, a mero titolo di esempio, l’esigenza di raggiungere parenti, ovvero amici, non autosufficienti, allo scopo di prestare ad essi assistenza”. Ogni eccezione è chiarita nell’apposita “Faq pubblicata sul sito web del governo“.

Lamorgese come Conte: sacrifici da parte dei cittadini

“Sarà un Natale di sacrifici, dovremo continuare con delle limitazioni alla nostra mobilità anche tra comuni oltre che tra regioni. Proprio nel periodo natalizio dovremo allontanarci dalle nostre tradizioni, del Natale tutti insieme. Un sacrificio necessario che ci consentirà poi di affrontare l’anno nuovo in maggiore sicurezza”, ha detto ancora la Lamorgese sulla falsa riga del “sermone” a reti unificate del premier Conte. “Controlli sì, ma dico assolutamente no ad una militarizzazione delle città – ha aggiunto la titolare del Viminale -. Ci vuole grande senso di equilibrio da parte nostra, ma grande senso di responsabilità da parte dei cittadini. Abbiamo tenuto aperti i negozi per dare un segnale, per salvaguardare l’economia. I titolari dei negozi devono però adottare tutte le precauzioni necessarie. Assembramenti non devono esserci“. Negozianti e cittadini sono avvisati, dunque: se risalgono i contagi sarà colpa loro.

Boccia se la prende con Salvini

“Le regole per le festività natalizie non devono essere considerate delle costrizioni ma delle responsabilità verso gli altri – ha scritto in un lungo post su Facebook il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia -. E’ triste assistere al teatrino di una parte dell’opposizione che invece di mettersi al servizio del Paese per fronteggiare l’emergenza, soffia continuamente sul fuoco delle sofferenze. Salvini da mesi passa da ‘apriamo’ a ‘chiudiamo’ tutto. Le sue dichiarazioni irresponsabili contro le restrizioni, sia nella prima che nella seconda ondata, sono purtroppo parte della storia di questa pandemia”. In conclusione, per il ministro dem se i contagi dovessero risalire è colpa pure dell’opposizione. Visto che secondo lui inviterebbe in qualche modo a non rispettare le restrizioni sugli spostamenti, soprattutto a Natale.

Adolfo Spezzaferro

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