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Roma, 30 lug – Dopo nove ore di scontri in Cdm, il governo trova l’intesa (anche con il M5S) sulla giustizia: regime speciale per i reati di mafia. Rientrata la minaccia di astensione in Cdm da parte dei grillini: approvazione all’unanimità. Il testo dunque sarà in Aula domenica: sono stati ritirati tutti gli emendamenti della maggioranza. Soddisfazione del ministro della Giustizia Marta Cartabia. Addio dunque all’obbrobrio sulla prescrizione dell’ex ministro grillino Bonafede.



Riforma giustizia, intesa sui processi per delitti con aggravante mafiosa

Secondo l’intesa raggiunta dalla maggioranza, si allungano i tempi per i processi per delitti con aggravante mafiosa. Per l’aggravante mafiosa si arriva a sei anni in appello, con un regime transitorio da qui al 2024. Dal 2025 l’appello scenderà a 5 anni. Mentre per i reati riconducibili al 416 bis e ter si va avanti senza scadenza. “Quella che si chiude – commenta la Cartabia – è un giornata importante, c’è stata un’approvazione all’unanimità, con piena convinzione di tutte le forze politiche e l’impegno a ritirare tutti gli emendamenti che erano stati presentati dalle forze di maggioranza con l’obiettivo di accelerare il più possibile il lavoro in Parlamento e concludere prima della pausa estiva questa importantissima riforma”.

Una giornata di scontri in Cdm

L’accordo sulla riforma che reintroduce la prescrizione è arrivato dopo una giornata di continui scontri, in cui si è rischiata la rottura. Il Cdm, inizialmente convocato per le 11.30, è iniziato alle 14 e senza i ministri M5S, che erano in riunione con il leader grillino in pectore Giuseppe Conte per fare il punto. Poi, dopo una sospensione, il Cdm riprende alle 17 e riprendono anche gli scontri con i grillini, che non cedono sulle loro richieste. Alla fine l’intesa arriva intorno alle 18.30. Il Cdm dà il via libera all’unanimità alla proposta di mediazione sulla riforma del processo penale. Il premier Draghi si dice soddisfatto: “Tutti hanno rinunciato alle bandierine“. Dal canto suo, la Lega sfotte i 5Stelle: “Sono a lutto”.

L’accordo accontenta tutti

Una volta raggiunta l’intesa sulla giustizia, tutte le forze di maggioranza cantano vittoria (un po’ meno Conte che dice che comunque grazie ai 5 Stelle il provvedimento è stato migliorato). Per il segretario del Pd Enrico Letta la riforma “si avvicina all’Europa e fa compiere grandi avanzamenti in termini di modernità ed efficacia. Cartabia ha trovato il giusto equilibrio per superare la riforma precedente senza scadere nell’impunità. Ci siamo spesi per l’accordo. Ne siamo contenti”.

Esultano i due Matteo, Salvini e Renzi

Esultano soprattutto i due Matteo, Salvini e Renzi. “Come chiesto dalla Lega, non rischieranno di andare in fumo i processi per mafia, traffico di droga e violenza sessuale. La riforma del processo penale approvata oggi in Cdm nonostante le minacce dei grillini è un primo passo – rincara la dose Salvini -. E ora avanti tutta con i referendum che completeranno il profondo cambiamento chiesto dai cittadini”, dice il leader della Lega. Mentre il leader di Italia viva festeggia perché “il caro estinto è la riforma Bonafede, che da stasera non c’è più. Non si può essere più imputati a vita. La riforma è una piccola parte, c’è ancora un lavoro lunghissimo da fare, ma ora abbiamo archiviato la Bonafede”. Sulla stessa linea Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia. “Si segna la fine della riforma Bonafede e del giustizialismo del M5S“.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. La sceneggiata delle parti, perennemente inconcludenti, obbligate ad accodarsi al cospetto dei potenti…

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