Roma, 14 lug – Il governo potrebbe entrare in crisi, e la decisione dei 5 stelle di non votare la fiducia è quanto meno ufficiale. Lo rende noto l’Ansa.

Il governo, crisi a un passo

Così il presidente del M5s Giuseppe Conte all’assemblea dei parlamentari del movimento: “Con le medesime lineari, coerenti motivazioni, non parteciperemo al voto”. Poi ha aggiunto che “Draghi ha annunciato un corposo decreto a fine luglio, questo è uno snodo politico importante, ammette indirettamente quello che il M5s diceva da tempo, che gli aiuti stanziati non sono sufficienti. Sono una soluzione tampone.Da oggi famiglie e imprese potranno sperare in un corposo aiuto a fine mese, e questo lo si deve al Movimento 5 stelle”.  Per il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, è “un fatto grave, è doverosa una verifica di maggioranza. Una crisi di governo nel bel mezzo di una guerra è un chiaro atto di irresponsabilità, così si condanna il Paese al baratro”.

Lega ed FdI, dal canto loro, tentano di elemosinare qualche spicciolo temporale per andare al voto qualche mese prima del 2023. Le fonti del Carroccio commentano così: “Se i 5Stelle escono dall’Aula, la maggioranza non c’è più: basta con litigi, minacce e ritardi, parola agli italiani”. Mentre dalla “sponda Meloni” si chiedono elezioni immediate: “Guerra, pandemia, inflazione, povertà crescente, caro bollette, aumento del costo delle materie prime, rischi sull’approvvigionamento energetico, crisi alimentare. E il governo ‘dei migliori’ è immobile, alle prese con i giochi di palazzo di questo o quel partito. Basta, pietà. Tutti a casa: elezioni subito!”.

A pochi mesi dalla fine della legislatura, cosa cambia?

Questo il punto: in cosa dovrebbe influire tutto questo dibattito, questo sedicente scontro politico? Migliore delle ipotesi: si andrebbe al voto in ottobre, praticamente alla fine della legislatura. Peggiore delle ipotesi: un Mario Draghi bis di qualche mese o un rimpasto per arrivare al 2023. Insomma, stiamo parlando del nulla, qualche mese di anticipo o di sostituzione al massimo. Si sta discutendo del nulla. Però prendiamola così, con nonchalance. Facciamo finta che la crisi di governo – ammesso che si concretizzerà davvero – sia una spaccatura così profonda e andiamo a votare qualche mese prima.  Gli scenari della politica italiana di questi giorni dimostrano per l’ennesima volta, semmai ce ne fosse bisogno, l’inquietudine, per noi, di non contare niente. Zero. A meno che essere spettatori di battibecchi di questo basso livello e poi andare a mettere una croce su qualche simbolo non significhi qualcosa di rilevante.

Stelio Fergola

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2 Commenti

  1. Crisi di Governo ora a pochi mesi dal voto del 2023 è da mentecatti, dato che Draghi si è insediato nel febbraio 2021 ed andava bene a tutti i “compagni di merende” che hanno accettato qualsiasi cosa proposta dal governo in questione.

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