Roma, 25 lug – “Ho letto il manifesto di Azione. Europeismo e atlantismo, infrastrutture, Pnrr, industria 4.0, revisione del reddito di cittadinanza. È l’agenda Draghi ed è quello che serve all’Italia. Carlo Calenda io ci sono, vediamoci”. Così Maria Stella Gelmini, ministro (ancora per due mesi) che ha lasciato Forza Italia, si fionda a casa Calenda. Senza perdere troppo tempo – e soprattutto evitando così di restare a piedi – la Gelmini ha deciso di cambiare tutto per non cambiare niente, restando insomma sul fronte del vuoto moderatismo, ribattezzando all’occorrenza “repubblicano”.

La Gelmini salta sul carro Calenda

Neanche a dirlo, Calenda ha prontamente accolto la Gelmini: “Con grande piacere”, ha cinguettato il leader di Azione. Un bel patto elettorale stretto via Twitter dunque, giusto per sembrare di tendenza. Un teatrino social e poco più, perché in realtà – come ammesso dallo stesso leader di Azione – la Gelmini si era già sentita con Calenda. Il dialogo va portato avanti “non solo con il Pd. Per esempio anche con persone che spero di poter accogliere in Azione, la Gelmini e la Carfagna, che hanno avuto il coraggio di dire a Berlusconi hai passato il limite”, aveva detto due giorni fa Calenda a In Onda, su La7. Per poi precisare meglio: “Con Gelmini ci sentiamo, dirà lei cosa vuole fare. Brunetta no. Ma Carfagna e Gelmini hanno meriti oggettivi”.

Ci mancava “Patto repubblicano”

Intanto oggi Calenda ha presentato il cosiddetto “Patto repubblicano”, siglato da Azione e radicali di +Europa.

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“Non è aperto a chi ha fatto cadere Draghi, contiene tutti i punti su cui Lega e 5 stelle hanno fatto cadere Draghi. Azione è nata con l’obiettivo di cancellare politicamente i 5 stelle, quindi no a chi ha fatto cadere Draghi e non condivide questo programma” ha detto Calenda. “Condividiamo i principi dell’agenda Draghi. Ma nessuno la chiami agenda Draghi perché noi ce l’avevamo prima di Draghi”, ha poi puntualizzato il leader di Azioni. La fantomatica agenda Draghi, misterioso oggetto sbandierato da giorni come un totem indiscutibile.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. Nel settembre 2011, congratulandosi per la scoperta dei neutrini che in un esperimento Gran Sasso-Cern avevano superato la velocità della luce, Gelmini all’epoca ministra dell’istruzione, dettò all’ufficio stampa queste parole: “Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro”
    Il tunnel nessuno lo ha mai visto.

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