Roma, 27 mag – Doveva essere il «governo dei migliori», ma fino ad ora ha raccolto solo schiaffoni e pernacchie. Dal piano per la pace, sonoramente bocciato da Lavrov, alla politica interna, l’esecutivo non ne ha azzeccata mezza. A quanto pare, Draghi piace solo a Soros. E non è neanche facile far notare a «SuperMario» che non è l’unto dal Signore. Altrimenti, si sa, poi lui «si stufa». Adesso, però, ecco l’ultima bordata, che fa ancora più male. A criticare pesantemente Draghi ci ha pensato nientemeno che Nicola Gratteri, il celebre magistrato antimafia.

«Governo non pervenuto»

Intervistato da Corrado Formigli nella puntata di ieri di Piazzapulita, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, eroe della lotta alla ’ndrangheta, ha lamentato non solo l’inconsistenza del governo sul tema della mafia, ma ha anche puntato il dito contro il disinteresse mostrato dall’esecutivo su una questione così importante: «Questo governo sta smontando le norme che c’erano, il messaggio che arriva alla gente è che c’è aria di smobilitazione», ha detto con amarezza e severità il magistrato calabrese. In sostanza, per Gratteri, le riforme annunciate dal governo Draghi non servono a snellire i processi, ma rappresentano un «tana libera tutti», e in alcuni casi «sembrano anche punitive nei confronti di magistratura e forze dell’ordine».

Gratteri demolisce Draghi

Parole gravi, senz’altro. E infatti Formigli cerca di gettare acqua sul fuoco, ricordando che il presidente del Consiglio ha di recente parlato della criminalità organizzata. Ma Gratteri non ci sta a farsi prendere per il naso: «Draghi, il giorno in cui si è insediato, non ha detto una sola volta la parola “mafia”, e per tutto il suo periodo al governo non ha mai toccato questo argomento». Poi, «per una strana coincidenza», ironizza Gratteri, «dopo che io sono andato dalla Gruber e da Costanzo, il giorno successivo Draghi è venuto a Milano per presenziare ai 30 anni della Dia [Direzione investigativa antimafia]. Ma lì ci ha detto cose che sapevamo già, non ci ha detto nulla di nuovo, non ci ha detto che cosa intende fare per contrastare la criminalità organizzata». Parole che pesano come macigni.

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Vittoria Fiore

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