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Roma, 20 lug — Sul Green pass il governo deciderà mercoledì. Stanno infatti per arrivare le convocazioni per le riunioni del Comitato tecnico scientifico (Cts) e poi della cabina di regia con il presidente del Consiglio Mario Draghi sulla complessa e divisiva questione del pass vaccinale che sta spaccando in due il Paese.



Un Green pass a due velocità

Una delle ipotesi sul tavolo del governo è quella di un Green pass con una dose di vaccino per sedersi al ristorante al chiuso, due per le situazioni più a «rischio assembramento». Mentre sembra diventare sempre più una certezza la proposta di doppia dose nelle aree dove il virus circola maggiormente. L’obiettivo è favorire misure che riescano a frenare la lieve impennata di casi dovuta alla diffusione della variante Delta per mantenere l’Italia in fascia bianca almeno fino al 15 agosto.

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Il governo è spaccato

Come detto, la conferenza delle Regioni dovrebbe essere convocata nella giornata di oggi, al più tardi domani. Domani è prevista anche la riunione con il governo, il Consiglio dei ministri si riunirà quindi entro giovedì nella prospettiva di far entrare in vigore il decreto il 26 luglio. Questo permetterà la proroga dello stato di emergenza, in scadenza il 31 luglio, per altri tre mesi. Intanto si infiamma la trattativa tra le varie parti del governo con il leader della Lega Salvini che ribadisce il proprio sì al Green pass solamente «nei posti affollati, ma non per andare a mangiare la pizza» e i tentennamenti del Movimento Cinque Stelle espressi da  Giuseppe Conte al premier Mario Draghi nell’incontro di ieri.

Zone gialle: Ccnteranno gli ospedalizzati e non più i contagiati

L’obiettivo di Palazzo Chigi rimane quello di lasciare aperte il più possibile le attività nel clou della stagione estiva: da qui la decisione di far incidere maggiormente sulla classificazione a colori il numero di ricoverati negli ospedali e nei reparti di terapia intensiva. Non più soltanto, quindi, l’incidenza dei nuovi positivi su centomila abitanti con cadenza settimanale. La zona gialla scatterà quindi se l’occupazione dei reparti ordinari supererà il 10% dei posti disponibili e il 5% dei reparti di animazione. 

Un doppio livello per il Green pass

Le proposte al vaglio del governo prevedono, inoltre, un «doppio livello» di obbligo del Green pass a seconda del rischio di contagio. Ovvero, potrebbe essere sufficiente una sola dose di vaccino (o un tampone negativo, o il certificato di guarigione nei sei mesi precedenti) per potersi accomodare nei ristoranti al chiuso o nei luoghi che prevedono regole di distanziamento; mentre due dosi potrebbero rendersi necessarie per stadi, concerti, convegni, eventi, luoghi dello spettacolo, palestre e discoteche all’aperto. Nessuna restrizione, invece, per i ristoranti all’aperto. Questo nell’ottica di non sfavorire a chi ha già effettuato la prima dose di vaccino ed è attualmente in attesa della seconda. 

«Inutile creare confusione intorno al Green pass. Gli allarmismi sono dannosi per i cittadini, il Turismo e per tutta l’economia nel suo complesso». Lo dice il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, che puntualizza: «Il green pass ha senso solo per entrare in discoteca o allo stadio o per partecipare a grandi eventi, che prevedono una grande affluenza di pubblico».

Cristina Gauri
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8 Commenti

  1. cagata mostruosa degna di un regime bananaro o di uno stato vietkong ! il vaccino o serve o non serve , non ci possono essere componenti DUALI , la matematica non dispone di ambiguità , ma di scientifico qui non c’è piu’ nulla da un anno! Il vaccino non è immune….poi due velocità ma che roba è? ma ce la fate?
    e i 5cosi che dovevano aprire il parlamento ….adesso che fanno aprono il portafoglio per ,,,,

  2. A volte spero che lo facciano veramente così finalmente magari salta tutto in aria tutto(è un modo di dire). Che la gente tiri fuori gli attributi..
    Non se ne può più di questa dittatura, dei giornali che pubblicano notizie false o non corretta e non verificate quando non vere e proprie bufale, sempre indirizzati contro chi non ha preso il “siero magico”, per esempio il caso dell’infermiera in Luisiana. Gli stessi, usano la terminologia novax per chiunque si opponga a questo siero(solo questo basterebbe a capire la loro malafede), anche perchè nel caso di militari, per esempio hanno fatto molti vaccini. chiamarli novax è veramente da idioti- oltretutto.
    è da 2 anni che va avanti così quasi..
    Libertà di opinione nei media principali pari a zero. Praticamente molti non avrebbero mai pensato che avremmo invidiato la Corea del Nord in termini di libertà.
    P.s:(è una provocazione per indicare che così non si può andare avanti). Sono contrario ovviamente a questi pass.

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