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Roma, 18 feb – “Oggi, alle 21:55 la sonda Perseverance atterrerà su Marte. Alla stessa ora, la Perseveranza atterrerà su un altro Pianeta. La Terra. Più precisamente, alla Camera dei deputati. I Grillini non sono più marziani. I Grillini non sono più marziani”. Così Beppe Grillo, garante disceso sulla terra, commenta lo strappo dei 15 senatori pentastellati che ieri hanno detto no al governo Draghi e di conseguenza sono stati espulsi dal movimento. Adesso, dopo aver incassato la fiducia al Senato, il premier in pectore Draghi attende l’esito del voto alla Camera. E’ previsto in tarda serata, non prima delle 21:30, ma salvo clamorosi – quanto improbabili – colpi di scena tutto andrà liscio per l’ex presidente della Bce. Una larga maggioranza è pronta a garantirgli un sostegno incondizionato, con il dibattito a Montecitorio che scorre via tra uno sbadiglio e l’altro.



I grillini marziani

Non c’è insomma niente da segnalare, soltanto il post nervoso di Grillo che prova goffamente a scuotere un movimento già turbato da venti di scissioni e accuse dibattistiane. C’è un’aria che manca l’aria in casa Cinque Stelle. E’ un declino nubiloso, una coltre che sta ammantando di grigio i logori panni degli incendiari contestatori che promettevano di abbattere la vecchia politica. Anche l’inossidabile guru ha perso lo smalto di un tempo. Sciorina battute stanche, spaesate, stantie. Il comico genovese ha svanito l’antico brio, non riesce più a rallegrar gli spiriti in tempi di avvilente decadenza. Appare così rassegnato, arrendevole, impietrito di fronte alle lotte intestine di un movimento annichilito. Sferra fendenti a vuoto, in uno schermistico pas de touche che fa quasi tenerezza.

L’incubo sorpasso

E si affida a Vito Crimi, un tempo suo alter ego perfetto, antipode ottico della fiammeggiante taranta. Ora gli appare rassicurante, come un abbraccio paterno dopo una bravata adolescenziale. Non può allora che contare su Crimi, per evitare l’ennesima emorragia interna che potrebbe costare al M5S il collasso parlamentare. I numeri parlano chiaro e inquietano anche i compagni di viaggio del già governo giallofucsia. Alla Camera i grillini potrebbero perdere altri cinque pezzi, con una portata di dissidenti che arriverebbe dunque a 20 addii. Un dato che metterebbe in discussione il “dominio” a Palazzo Madama del neonato intergruppo M5s-Pd-Leu che finirebbe in minoranza rispetto al centrodestra.

L’arcinemico Salvini, non a caso, già gongola: “Nelle prossime ore, e non solo dai 5 Stelle, ci saranno diverse persone che cominceranno il loro cammino con la Lega, sia alla Camera che al Senato”. Ma il leader leghista fa notare anche che “oggi in Senato Lega e Forza Italia, quindi il centrodestra, sono forza di maggioranza rispetto a Pd e 5 Stelle“. Tutta colpa di Marte, penserà Grillo, rosso pianeta bolscevico e pieno zeppo di traditori.

Eugenio Palazzini

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