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lennonRoma, 22 giu – Una polemica inutile. Parliamo di quella scatenatasi sui social network contro Susanna Ceccardi, primo sindaco della Lega in Toscana eletta a Cascina, in provincia di Pisa. A far discutere è un suo post pubblicato su Facebook e Twitter lo scorso 8 gennaio, quando era consigliera comunale: la ventinovenne si scagliava allora contro la canzone di John Lennon “Imagine” e l’iniziativa dell’ex sindaco Pd di farla cantare a 300 bambini.



“Cosa dice la canzone? – scriveva l’esponente leghista – Dice immagina…Immagina un mondo senza religione, senza paradiso, senza proprietà privata. Qualcuno lo ha immaginato davvero questo mondo, e lo ha realizzato. Si chiama Comunismo e ha fatto milioni di morti. La musica sarà anche carina, ma le parole sono aberranti. Un mondo senza fede, senza valori, senza proprietà privata guadagnata col frutto del proprio lavoro è un mondo non umano. Andrebbe spiegato ai bambini che sono stati usati per questa ennesima pagliacciata”. Il post era passato quasi inosservato all’epoca ma dopo l’elezione a sindaco della Ceccardi la rete si è scatenata. “Non capisce Imagine”, dicono i più, sottolineando che il brano parla di pace e non di comunismo.

Spiacente, ma non è così. “Parlare di pace” non vuol dire nulla, se non genericamente augurarsi la fine delle guerre. Lennon però dice molto di più, e immagina un mondo senza religione, senza stati nazionali e senza proprietà in cui siano soddisfatti dei bisogni esclusivamente immediati. Spiacenti, ma questa utopia ha un nome, si chiama comunismo. E quelli che in suo nome hanno davvero fatto milioni di morti volevano proprio questo: un mondo senza Stati e senza guerre. L’errore della Ceccardi, semmai, è stato di comunicazione: la storia insegna che mettersi contro la cultura pop, in senso lato, è sempre una strategia perdente. Ma non dite che il neosindaco non ha capito “Imagine”: forse siete voi che non avete capito il comunismo.

Giorgio Nigra



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18 Commenti

  1. E quando mai chi segue la cultura pop (in ogni sua forma) capisce qualcosa? Lo scopo principe della cultura pop (che io ricordi abbreviativo di “popular o popolare”, per associazione di idee la si può definire di massa) è quello di far giungere al maggior numero di persone possibile un messaggio, qualunque esso sia, senza che queste capiscano l’effettivo valore e significato. Si veda la moda giovanile (di qualche tempo fa) di andare in giro con i calzoni abbassati mostrando le mutande e spesso le natiche, perché faceva “rapper black” cattivo e incazzato contro il mondo ed il sistema… peccato che nell’ambiente carcerio (spesso frequentato proprio dai “rapper” che all’attività musicale affiancano attività criminose) in cui tale usanza è nata significa “essere disponibili a rapporti sessuali” ché in un ambiente esclusivamente maschile lascio all’immaginazione di che natura siano tali rapporti.
    Nel caso della canzone di Lennon si trattava della distruzione dei valori alla base della dignità umana e del sentirsi radicato nella propria terra, cultura, religione (che poi coincida col comunismo è una coincidenza fino ad un certo punto). Ciò non toglie che l’interpretazione descritta nell’articolo sia, purtroppo corretta.

  2. Al di là del tirare di nuovo fuori un commento vecchio, a mesi di distanza, allora passato inosservato e strumentalizzarlo ora che la Ceccardi è neo-sindaco è di pessimo gusto e vuol dire non avere davvero argomenti politici… Resta il fatto che ha ragione! Imagine è una canzone con contenuti orrendi che in qualsiasi società tradizionale sarebbe ripudiata!

  3. Già, proprio uno schifo.
    Pensa tu, un mondo in cui gli uomini non si ammazzano l’un l’altro per stronzate come la religione, la razza o il profitto, ma si limitano ad amarsi l’un l’altro, condividendo ciò che hanno con il prossimo.
    Un vero e proprio incubo, specie per chi ha costruito il proprio consenso politico sull’odio e la paura del diverso.

    • “Polemos è di tutte le cose padre,
      di tutte re,
      e gli uni rivela dei e gli altri uomini,
      gli uni fa schiavi e gli altri liberi”.
      Eraclito

      L’opposizione tra i contrari è, come sostiene Eraclito, consustanziale all’esistenza, è dunque mostruosamente utopistico ambire ad una pace perpetua, che si rivela come l’acquitrino stagnante su cui si arena la volontà di esistere, di divenire. Gli ideali, il pensiero e le idee sono ciò che distingue l’uomo dalla bestia e la guerra è necessaria. Poiché lo è, si deve sapere cosa scegliere, perché significa saper scegliere tra Bene e Male, Giusto ed Ingiusto, Vero e Falso. E io, come gli antichi, scelgo e scelgo la guerra per lo Spirito e quindi per la Tradizione Perenne. Ma quel vivido sentire, che negli antichi riconobbe nell’impeto brutale l’altezza statuaria dell’imperituro, è sepolto ormai sotto la mollezza della stirpe prudente, che finisce per il desiderare sogni vani e materiali, di una pochezza assoluta, come la tranquillità, un tetto, niente per cui discutere o per cui combattere. L’Uomo si è ridotto ad avere i desideri più inferi e animali e, come tale, il suo più grande sogno è vivere come un animale in un allevamento dove ha tutto ciò che in Imagine è rappresentato: cibo a volontà, una vita pacifica senza prede né predatori, condividere con le altre bestie il mangime, vivere in batteria, tutti uguali, nessun ideale per cui vale la pena combattere,…

      Se è questo che sognate, no grazie non contatemi tra le vostre schiere. Sono donna di Tradizione e non voglio nulla di ciò.
      Un semplice pascersi come maiali. Un Uomo non è questo. Ha Spirito, Tradizione, e quindi Stirpe, Nazione, Razza. E si può immaginare non esistano, fingere di non vederle, credere che siano solo un’invenzione di “uomini malvagi che istigano all’odio”. Peccato che esistano e prima o poi dovremo farci i conti.
      E, sì sì, si può “immaginare” che non ci siano paradiso e inferno e bearsi di una vita vuota ed edonista. Peccato però che esistano e non sono certo come rappresentati nelle religioni, che già sono un deterioramento della Tradizione.

      Ma questo, un figlio della modernità come te, non lo può vedere e neppure lo può percepire. Ecco perché è destinato all’oblio.

      • Anzitutto per pace universale non si intende necessariamente pensiero unico o peggio ancora assenza di pensiero, si intende piuttosto rifiuto della violenza come risoluzione delle controversie.

        Lei ha perfettamente ragione, è utopistico ambire ad una pace universale, peccato che realizzare tale utopia sia l’unica cosa che, nel lungo periodo, potrebbe salvare la razza umana dall’estinzione.

        Non so se ne è accorta, ma il fatto che la guerra fredda sia finita non significa che la guerra nucleare è definitivamente scongiurata, è solo rimandata a data da destinarsi, quindi scusi tanto se “immagino” un futuro per la razza umana che non sia l’autodistruzione.

        La guerra fa schifo.
        A volte può essere necessaria per difendersi e per impedire un male maggiore, ma considerarla in qualche modo bella significa non avere capito niente dopo millenni di squartamenti, è imperdonabile e stupido, a prescindere dalle parole scritte oltre duemila anni fa da un intellettuale greco.

        Questo figlio della modernità ha ideali, ma sono i suoi ideali, non quelli del prete, del duce o del partito.
        Certo, mi hanno influenzato la religione cattolica, la cultura in cui sono cresciuto e le mie letture, ma crescendo ho rielaborato il tutto, accettando quello che mi pareva buono e utile a vivere una esistenza piena, come la solidarietà, il rispetto del prossimo, l’amore per la verità e per la conoscenza (soprattutto scientifica), e rigettato ciò che mi è parso sbagliato, come il culto religioso, il nazionalismo e il razzismo.
        Non vedo perché dovrei sentirmi senza valori se non credo che ad aspettarmi nell’aldilà ci sia un qualche giudice pronto a punzecchiarmi col forcone se non vado a messa.

    • Se il mondo che immagina lei (e che il buon Lennon dipingeva nella propria canzone, e pace all’ anima sua) divenisse realtà, in capo ad un decennio già imploderebbe, per il solo problema del sovrappopolamento. Altro che incubo.

      Quanto al costruire consenso politico, non mi pare affatto che i suoi “compagni di barricata” siano poi tanto migliori di quelli che lei tanto critica, veda il recente caso della Brexit.

      Il Sogno e l’ Utopia sono una dimensione, la Realpolitik un’ altra. Impari a distinguere, e rimanga nella prima, dato che più le si confà.

      • Come no, infatti l’Europa, dopo oltre 50 anni di pace quasi assoluta, è pericolosamente sovrappopolata, vero?
        Mai sentito parlare di contraccezione e controllo delle nascite?
        Meno male l’esperto di realpolitik è lei.

        L’idea di guerra come strumento di controllo della sovrappopolazione è una malvagità che nella storia si è riproposta più volte e ogni uomo che non abbia le pigne nel cervello dovrebbe rifiutarla, se non per motivi morali almeno per opportunismo.

        Ad ogni modo, io ho detto una cosa e lei ne capisce un’altra.
        Io non ho detto di mettere fiori nei nostri cannoni e sciogliere l’esercito italiano domani, purtroppo oggi la guerra può ancora essere necessaria.

        Io ho detto che se tra nazioni non si fa uno sforzo collettivo per pacificare il mondo, il genere umano è destinato ad autodistruggersi sotto il peso della tecnologia che lo ha reso grande.
        Non è una opinione, è un dato di fatto, tra armi nucleari di vecchia e nuova concezione, guerra batteriologica e chissà quali altre novità, non solo scatenare l’Apocalisse è possibile, ma con il tempo e il progredire della scienza diventerà sempre più economico e alla portata di dittatori grandi e piccoli, gruppi terroristici e chi più ne ha più ne metta.

        Il primo che si sveglia con la luna storta preme un pulsante e addio a tutta la baracca.
        Sarà pure un’Utopia far sì che tutti gli uomini rifiutino la guerra, ma se non riusciamo a far evolvere in questo senso la società umana sono condannati tanto i miei figli quanto i suoi.

        In quanto ai miei compagni di barricata, sa che davvero non ho idea a chi si riferisca?

  4. John Lennon era un grandissimo rompipalle, esattamente come le melodie delle sue canzoni. Non mi sono mai posto il problema di tradurre la canzone “Imagine”, perché dopo due ascolti mi aveva già scassato le balle. Se non altro il testo è in linea con la melodia…

    • E’ stato, anche lui, nient’ altro che il prodotto di un’ epoca e di un modo di concepire la vita ed i rapporti sociali.
      Il torto della generazione di Lennon è stato quello di presumere di essere automaticamente dalla parte del giusto, solo per aver predicato il pacifismo, senza mai sottoporre la propria visione dell’ esistenza e della società ad un serio esame critico.

      Inevitabilmente, i “rotti” di questo modo di atteggiarsi sbagliato, li stiamo scontando ancora oggi.

  5. Brava Ceccardi. Occorre iniziare e ribellarsi a certi dogmi progressisti che ormai non vengono più messi in discussione, tanto più se riguardano i bambini. La pigrizia e il rammollimento degli italiani si combattono anche così; non sono affatto piccole cose, come potrebbe sembrare a prima vista.
    È proprio la strategia ad essere subdola, bisogna stare attenti alla musica, al linguaggio, alla simbologia.

  6. @ Filippo

    Sì effettivamente, direi che dopo 50 anni circa di relativa pace e progresso, l’ europa si sta effettivamente e pericolosamente sovrappopolando, e proprio grazie a marchiani errori di politica estera, ed alla maturata incapacità di distinguere tra buona volontà e buonismo mondialista.

    Contraccezione e Controllo delle nascite? Sì guardi, ne ho decisamente sentito parlare. Tanto è vero che non ho figli. In compenso, c’è chi ne ha fatti più del triplo anche per me. E quella è gente che le teorie sul controllo delle nascite le usa, giusto come carta igienica.

    L’ idea di guerra preventiva sul controllo delle nascite io non l’ ho certo avanzata.

    Forse, lei dice una cosa ed io ne ho capita un’ altra (ne dubito, ma comunque). Quello che invece voglio dire io, è che lei ha fatto, sta facendo una bandiera di un pacifismo che, di fatto, è utopico ed irrealizzabile. Tutto qui.

    Lo sforzo collettivo a cui lei allude, non si realizzerà mai. Solo questo volevo dire. Non sto nemmeno a domandarmi se sia giusto o sbagliato. So solo che è impossibile da realizzarsi, per la semplice ragione che non sarà mai, assolutamente mai possibile mettere d’ accordo tutti.

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